29 Luglio 2024 19:28

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29 Luglio 2024 19:28

Ubriaco alla guida e con patente ritirata: nei guai un 38enne, arrestato dai Carabinieri

Nel fine settimana in Val Bormida una pattuglia dei Carabinieri ha notato un conducente alla guida di un veicolo con andatura incerta e che azzardava manovre pericolose, pertanto è stato fermato per un controllo dai militari dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Cairo Montenotte.

L’uomo, nonostante sia subito apparso in chiaro stato di ubriachezza, non mostra alcuna contrizione, anzi ha cominciato a insultare e minacciare i militari, rifiutandosi di fornire documenti e patente, men che meno ha accettato di sottoporsi al test alcolimetrico.

I Carabinieri, armati di pazienza e professionalità, senza cedere alle provocazioni hanno cominciato a verbalizzare l’accaduto, a questo punto la vicenda è proseguita con un triste copione: l’uomo ha perso le staffe, cercando di allontanarsi e terminare arbitrariamente il controllo, ma i militari gli hanno intimano di fermarsi e lui ha cominciato a spintonare, scalciare e sgomitare.

L’uomo, un 38enne cittadino rumeno, peraltro alla guida con patente ritirata, è stato quindi fermato e con l’ausilio dei colleghi della Stazione di Carcare portato in caserma a Cairo, dove è stato arrestato. A suo carico, ovviamente, oltre all’accusa per violenza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, sono anche state elevate le sanzioni penali e pecuniarie relative al rifiuto di sottoporsi all’accertamento del livello di alcool nel sangue, una vana scappatoia che sottopone i recalcitranti alle conseguenze più severe previste per la fattispecie dal codice della strada.

Al termine delle formalità di rito, sentita la locale Procura della Repubblica l’uomo è stato condotto presso la Casa circondariale di Marassi in attesa dell’udienza direttissima, che si è svolta nella mattinata del giorno seguente. Il Tribunale Ordinario di Savona, oltre a convalidare l’arresto, ha inflitto all’uomo la pena di otto mesi di reclusione, relativi alle resistenza e oltraggio a Pubblico Ufficiale, che si sommeranno all’eventuale condanna penale per il rifiuto di sottoporsi all’etilometro e alle sanzioni amministrative fino a seimila euro per quel comportamento e fino a ottomila per la guida con patente ritirata.

L’auspicio è che altre persone intenzionate a concedersi qualche bicchiere di troppo, considerando quanto gravi possono essere le conseguenze e al pericolo per le vita propria degli altri utenti della strada, si regolino di conseguenza, così che episodi di questo genere diventino sempre più rari.
 
Guidare in stato di ebrezza è infatti estremamente pericoloso e illegale.

Ecco alcuni consigli per evitare di mettersi alla guida dopo aver bevuto:

  • Designare un autista sobrio: prima di uscire, decidete chi sarà l’autista designato, ovvero la persona che non berrà alcolici e guiderà per tutti. 
  • Utilizzare i mezzi pubblici o un taxi: se non avete un autista designato, pianificate di usare i mezzi pubblici, chiamare un taxi o usare servizi di ride-sharing.
  • Pianificare di pernottare fuori: se sapete che berrete, organizzatevi per passare la notte fuori, ad esempio prenotando una stanza in un albergo vicino o rimanendo a casa di un amico.
  • Limitare il consumo di alcol: se dovete guidare più tardi, limitate il consumo di alcolici o optate per bevande analcoliche.
  • Essere responsabili e consapevoli: ricordate sempre che anche una piccola quantità di alcol può influenzare la vostra capacità di guida. Se avete bevuto, non rischiate.
  • Educarsi sugli effetti dell’alcol: conoscere gli effetti dell’alcol sul corpo e sulla mente può aiutare a comprendere meglio perché è pericoloso guidare dopo aver bevuto.
  • Conoscere le leggi locali: essere a conoscenza delle leggi riguardanti la guida in stato di ebrezza può fungere da deterrente. Le sanzioni possono essere severe e includere multe salate, sospensione della patente e perfino la reclusione.

Seguendo questi consigli, potete contribuire a mantenere le strade più sicure per voi stessi e per gli altri.
 
Il procedimento è comunque nella fase preliminare, tutti i provvedimenti finora adottati non implicano la responsabilità dell’indagato, non essendo stata assunta alcuna decisione definitiva da parte dall’Autorità Giudiziaria.
 
 
 

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