Alessandro Casano, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, interviene con una nota in merito all’adesione del Comune di Imperia alla “Rete READY”, discussa durante l’ultimo consiglio comunale. Nel suo intervento, Casano spiega le ragioni che lo hanno spinto a votare contro l’adesione.
Imperia: Alessandro Casano boccia l’adesione alla rete READY
“La Rete ready è il modo per riesumare a livello amministrativo periferico il DDL Zan con tutto l’armamentario ideologico gender tanto caro alla sinistra, dietro la facciata della lotta alle discriminazioni sessuali di cui non si trova traccia nella realtà”.
“Gli orientamenti sessuali sono frutto di scelte personali che rientrano nella sfera privata, senza alcuna necessità di ostentazione, e come tali vanno rispettati. Qualunque forma di discriminazione e violenza va condannata con fermezza e in tal senso tutte le persone sono già tutelate dalla Legge che giustamente prevede anche delle aggravanti specifiche.”
“Si tratta di pura propaganda ideologica, basata su un bigottismo ipocrita tutto nuovo e sull’ ipocrisia, che mira all’imposizione di un nuovo innaturale modello di famiglia e di un concetto ideologico dell’identità di genere che non prevede più il maschio e la femmina a prescindere dal dato biologico.”
“Il mio voto è stato ovviamente contrario ma la pronuncia quasi unanime del Consiglio Comunale denota un conformismo politico e un appiattimento valoriale francamente preoccupanti.”
“E non manca qualche rischio che forse andava approfondito, visti i casi di diversi Comuni che, dopo aver aderito alla Rete READY hanno successivamente scelto di recedere accorgendosi dei risvolti puramente ideologici nascosti dietro la cosiddetta lotta alle discriminazioni. “
“In ultimo trovo francamente ridicolo sentir parlare di lotta alle discriminazioni proprio da quelle forze politiche che, con la stessa foga ideologica in chiave scientista, hanno plaudito alla menzogna del green pass e non hanno battuto ciglio di fronte alla soppressione del diritto al lavoro e di fronte a tutte le insensate discriminazioni che mai si erano viste nella storia della Repubblica.”