A sollevare perplessità sulla vicenda delle dimissioni del consigliere comunale di Taggia, Jacopo Siffredi, è il gruppo imperiese di Alleanza Verdi e Sinistra, che in una nota stampa, “denuncia forme di pressione da parte del sindaco Mario Conio“.
Ecco la nota stampa di Alleanza Verdi e Sinistra Imperia
La vicenda delle dimissioni del giovane consigliere comunale di Taggia Jacopo Siffredi, merita un approfondimento perché è emblematica di come un certo tipo di politica si riveli respingente o meglio nemica delle giovani generazioni.
Ora che è chiaro che le dimissioni di Siffredi non sono state frutto di una libera scelta politica ma sono state causate dalle forme di pressione esercitate nei suoi confronti dal sindaco di Taggia, che oggi cerca di giustificarsi con curiosi attestati di “stima” e vicinanza con la famiglia di Jacopo, è possibile esprimere un giudizio completo sulla vicenda.
In una provincia in cui si assiste a una granitica gestione del potere delle amministrazioni locali da parte della stessa parte politica, in cui il ruolo delle giovani generazioni risulta relegato a quello di testimonianza, perché privo di un reale protagonismo e autonomia, il fatto che si sia costretto alle dimissioni uno dei pochi giovani presenti nelle istituzioni locali con il ruolo di rappresentanza di una forza alternativa di opposizione è un pessimo segnale.
Un amministratore responsabile e attento, a differenza di quanto ha fatto il sindaco Conio che ha cercato di giustificare le pesanti pressioni esercitate nei confronti di Siffredi, avrebbe evitato di usare la propria forza e potere nei confronti di un giovane che aveva il diritto di esercitare il proprio ruolo istituzionale senza essere sottoposto a quelle forme di intimidazioni e condizionamenti che già troppo inquinano la politica locale.
Il metodo paternalistico del sindaco Conio, che ha ritenuto opportuno “avvertire” dell’intenzione di muovere querela contro Jacopo contattando il padre, è la perfetta dimostrazione di come non si volesse riconoscere a un consigliere evidentemente ritenuto “troppo giovane”, la piena legittimazione politica per il ruolo che gli elettori gli avevano affidato.
A Jacopo, più che la dovuta solidarietà politica e umana per la complessa vicenda che lo ha coinvolto e per la sofferta decisione di rinunciare a proseguire il suo mandato in consiglio comunale a Taggia, ci sentiamo di chiedere di usare questa inquietante vicenda per maturare la decisione di rilanciare il suo impegno politico nelle altre forme che riterrà opportune e per dare il segnale che per i giovani, fare politica deve diventare una meta raggiungibile e non un luogo lontano, inaccessibile e deputato solo a un certo tipo di politica che non sa rappresentare le esigenze delle nuove generazioni e vorrebbe confrontarcisi da una presunta condizione di superiorità.