Il Sole 24 Ore ha pubblicato le nuove valutazioni del Ministero della Salute sulla qualità delle cure sanitarie in Italia, divise per regioni. Lo studio analizza la situazione in tre macro aree principali, Assistenza ospedaliera, Prevenzione e Distretto-territorio.
I dati, relativi al 2023, sono stati elaborati dal Ministero attraverso il Nuovo sistema di garanzia (Nsg) – che monitora la qualità e la quantità dei livelli essenziali di assistenza (Lea), ovvero le prestazioni che il SSN deve erogare in modo gratuito e omogeneo in tutto il paese.
Sono tredici le regioni che raggiungono la sufficienza in tutte le macro aree, ma tra queste non figura la Liguria. Se, infatti, per quanto riguarda l’Assistenza ospedaliera e quella distrettuale la nostra regione ottiene rispettivamente i punteggi di 80/100 e 85/100, in quanto a Prevenzione il dato ottenuto è un preoccupante 54/100.
Sulla questione è intervenuto il consigliere regionale di minoranza Gianni Pastorino (Lista Orlando).
L’intervento di Gianni Pastorino
“Il Sole 24 Ore ha pubblicato oggi i dati del Ministero della Salute sulla qualità dell’assistenza sanitaria in Italia, e il quadro che emerge per la Liguria è allarmante. La nostra regione si conferma tra le peggiori in Italia nella prevenzione, con un punteggio di appena 54 su 100 e nell’assistenza territoriale, che resta gravemente insufficiente. Numeri che mettono a nudo le falle del sistema e smentiscono clamorosamente la narrazione della giunta regionale”.
Lo denuncia il consigliere regionale Gianni Pastorino che aggiunge:
“Da anni ci sentiamo ripetere che la sanità ligure è in ripresa, che i servizi funzionano, che le liste d’attesa sono sotto controllo. La realtà, però, è ben diversa. Il Ministero della Salute certifica ciò che denunciamo da tempo: la prevenzione è allo sbando, la medicina territoriale è in ginocchio e la sanità pubblica viene progressivamente svuotata a favore del privato. Ecco cosa ha prodotto la gestione del centrodestra.
Il punteggio della Liguria sulla prevenzione è tra i peggiori d’Italia. Questo significa una sola cosa: meno screening, meno diagnosi precoci, meno campagne vaccinali efficaci. Questo dimostra che le scelte della giunta regionale non solo sono sbagliate, ma anche pericolose per la salute delle persone. E mentre in altre regioni si investe sulla prevenzione, in Liguria si continua a navigare a vista, senza programmazione e senza risorse adeguate.
Sappiamo tutti che la sanità non si regge solo sugli ospedali. Il primo contatto con i pazienti avviene sul territorio, con i medici di famiglia, con i consultori, con l’assistenza domiciliare. Ma in Liguria questi servizi semplicemente non ci sono o sono ridotti al minimo. Ecco perché così tante persone si riversano nei pronto soccorso: perché non trovano risposte altrove.
Le Case di Comunità, che avrebbero dovuto rappresentare il fulcro della sanità territoriale, restano spesso strutture fantasma, senza personale e senza risorse. Ma c’è un’aggravante: a Genova non è stata costruita alcuna Casa di Comunità ex novo. Tutte quelle che sorgeranno non sono altro che un cambio di nome di strutture sanitarie già esistenti. L’unica, quella di Bolzaneto, ha riscontrato in fase di ristrutturazione grandi problemi, evidenziando ancora una volta l’incapacità della giunta di pianificare seriamente il futuro della sanità territoriale.
Se la Liguria ottiene un punteggio di 80 su 100 per la qualità dell’assistenza ospedaliera, si tratta comunque di una sufficienza risicata. Dire che gli ospedali vanno bene è semplicemente falso. È vero che abbiamo professionisti straordinari ma lavorano in condizioni sempre più difficili, tra carenza di personale, reparti al limite e un’emergenza pronto soccorso che non si risolve. Il problema è che la sanità pubblica viene lasciata senza risorse, mentre si continua a spalancare la porta al privato, favorendo chi può permetterselo e penalizzando tutti gli altri.
Il problema riguarda l’intero sistema sanitario regionale, sempre più orientato a favorire il privato. Emblematico il caso dello Sportello Diritto Salute di Linea Condivisa a Bolzaneto, un’iniziativa di volontariato nata per sopperire alle lacune del sistema sanitario. Un presidio nato dal basso che fornisce assistenza, ha recuperato centinaia e centinaia di prestazioni ed è orientamento alle cittadine e ai cittadini abbandonati da un servizio sanitario pubblico incapace di garantire cure tempestive ed efficaci.
E non possiamo ignorare un dato politico gravissimo: i dati del Ministero della Salute si riferiscono al 2023, quando l’assessore alla sanità era Angelo Gratarola, autore di questo disastroso risultato. Oggi Gratarola è stato premiato, diventando consulente dell’attuale assessore alla sanità Massimo Niccolò, a dimostrazione di come in Liguria il fallimento della sanità pubblica venga non solo tollerato, ma persino ricompensato”.