22 Maggio 2026 21:55

Scoperta dalla Finanza finta onlus che gestiva stabilimenti balneari. Nel mirino anche una spiaggia a Bordighera

I finanzieri del Comando Provinciale di Savona, nei giorni scorsi, hanno concluso una verifica fiscale nei confronti di una cooperativa sociale, attiva nel settore della gestione degli stabilimenti balneari, operante con un lido in Albenga e mediante ulteriori complessi balneari in concessione anche nei comuni di Alassio, Bordighera e Ceriale.

L’attività svolta dalle Fiamme Gialle ha accertato come la cooperativa sociale in questione, pur avendo l’obbligo “sulla carta” di assumere almeno il trenta per cento del proprio personale dipendente tra le categorie dei c.d. lavoratori svantaggiati, in concreto, avesse impiegato, negli anni dal 2020 al 2025, una percentuale sensibilmente inferiore di lavoratori affetti da disabilità e, invece, nel caso di taluni dipendenti, avesse corrisposto le retribuzioni mensili in denaro contante.

Le operazioni, intraprese a seguito dell’accesso, hanno fatto emergere un contesto di gravi irregolarità fiscali – in particolare nella tenuta delle scritture contabili; inoltre, i militari, sentiti in atti tutti i lavoratori, hanno acclarato come la cooperativa in parola fosse totalmente priva di finalità mutualistica e sociale. Nello specifico, i lavoratori, inquadrati formalmente come soci della cooperativa, non avevano mai partecipato alle assemblee obbligatorie per legge né versato alcuna quota sociale e non avevano poteri decisionali; la Onlus veniva, infatti, gestita dall’amministratore alassino, come un’ordinaria società commerciale e la natura di cooperativa sociale era sfruttata al solo fine di non versare le imposte sui redditi delle società.

Pertanto, i finanzieri hanno proceduto a riclassificare la cooperativa nel novero di un’ordinaria società di capitali e hanno ricostruito induttivamente, sulla base delle linee guida fornite in materia dall’Agenzia delle Entrate, il volume d’affari incassato dalla predetta, anche tenendo in considerazione gli incassi percepiti da stabilimenti balneari simili e non distanti da quelli della cooperativa, insistenti nei medesimi Comuni interessati. In particolare, è stata constatata un’evasione ai fini delle imposte dirette e dell’imposta regionale sulle attività produttive pari a circa 800.000 euro e un’IVA dovuta e mai versata di circa 110.000 euro; per le retribuzioni in contanti dei lavoratori, infine, è stata applicata la sanzione in quota fissa prevista dalla legge finanziaria per il 2018, pari a 5000 euro per lavoratore.

L’attività svolta dai finanzieri si inquadra, nell’ambito delle prerogative e dei poteri concessi al Corpo dall’art. 2 del D.Lgs. 68/2001, nel settore della repressione e del contrasto all’economia sommersa, ossia di quelle attività economiche lecite ma “invisibili” allo Stato. Il sommerso d’azienda, secondo le valutazioni dell’ISTAT degli ultimi anni, rappresenta tra il dieci e il quindici per cento del PIL italiano; una tale situazione incide fortemente sul gettito fiscale di tutti i contribuenti onesti e sulla complessiva competitività delle imprese in regola con gli obblighi normativi.

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