Il futuro del Molo Cavour, noto anche come “Molo Landini“, fino allo scorso anno occupato dallo storico camping “Angolo di Sogno”, continua a essere al centro del dibattito pubblico a Diano Marina. Dopo la richiesta da parte dei capigruppo di opposizione Marcello Bellacicco e Francesco Parrella di un consiglio comunale monotematico sull’argomento, ora è il turno di un intervento del circolo dianese di Rifondazione Comunista.
Il Circolo Dianese di Rifondazione Comunista interviene nel dibattito sul futuro del Molo Cavour (Landini)
Scrive Rifondazione: «Finalmente a fine 2025 il terreno in cui sorgeva il Camping “Angolo di Sogno” al Molo Landini è tornato nella disponibilità pubblica dopo che per decenni, pur trattandosi di superficie demaniale, era stato “concesso” al profitto privato, “privando” i cittadini della fruizione di un bene che a tutti loro appartiene. È bene ricordare sempre che “privato” è il participio passato del verbo privare ed ora che dopo lungo contenzioso quella concessione abusata è decaduta e il sito è tornato ad essere “nostro”, sarebbe opportuno (cioè necessario) che il Comune di Diano Marina, per la parte che gli compete in relazione al fatto che tale area demaniale ricade sul suo territorio, si facesse promotore, di un uso pubblico, intelligente, previdente e sostenibile, evitando una ennesima speculazione finalizzata al profitto privato a spese di tutti i cittadini.
Il sito è ricco di riferimenti storici: a riparo del predominante vento di Ponente, ancor prima che il molo venisse costruito, fu teatro del commercio di olio da Diano Marina verso Marsiglia ed i Porti del nord Europa che si svolse proficuamente per tutto il secolo XVIII ed i primi decenni del XIX.
Ed è incantevole e strategico: dopo le asprezze naturalistiche di Capo Berta, apre al paesaggio balneare di Diano Marina e si presta del tutto naturalmente ad essere la Porta della nostra Città per chi arriva da Ponente lungo la Pista Ciclabile ormai prossima all’apertura. Una transizione paesaggistica piena di fascino che come tale deve essere valorizzata con interventi che non ne alterino queste caratteristiche e ne colgano la potenzialità turistica intrinseca quale punto di arrivo di un percorso fatto di verde e di blu e di suoni di vento e di mare. Perché, per chi non lo avesse ancora capito, un turismo moderno e fruttuoso per tutti è un turismo ambientale e sostenibile, che solo può ottenersi con l’utilizzo pubblico di queste risorse.
Anche la presenza della statua della “Madonna Stella Maris”di facile accesso, posta nel 1980 a soli 6 metri di profondità, presso il Molo, “a protezione delle genti di mare” è un’attrazione che merita sottolineatura in tal senso.
Questo non esclude la possibilità di piccoli interventi urbanistici nell’ ottica della creazione di un Parco Urbano Marittimo, fruibile e godibile da cittadini ed ospiti, ma esclude la logica abusata di affidamento in gestione a privati di un bene tanto bello, quanto importante per la nostra città».






