21 Settembre 2026 11:29

Caccia, nell’Imperiese autorizzato l’abbattimento di 8 galli forcelli. La Lega Abolizione Caccia: “Specie in declino”

L’apertura, un’ora prima dell’alba di domenica 20 settembre, della stagione venatoria 2026/27 si conferma sotto il segno dell’insipienza politica e del consumismo esasperato da parte dei 429.484 cacciatori italiani, in lenta ma costante diminuzioneÈ quanto denuncia con una nota stampa la Lega Abolizione Caccia della Liguria.

Caccia, la Lega Abolizione Caccia: “Stagione venatoria sotto il segno dell’insipienza politica”

“Sono stati 11.548 i tesserini venatori regionali rilasciati in Regione Liguria ai residenti nella scorsa stagione 2025/26.

Non è bastato il lungo caldo record, con le associate siccità e diminuzione di risorse alimentari, che hanno stressato le popolazioni di molte specie di mammiferi ed uccelli, per portare a più miti scelte le Regioni italiane, 16 delle quali hanno persino autorizzato deroghe per consentire alcune giornate suppletive di caccia ad inizio di settembre ad alcune specie di migratori, come tortore e colombacci.

Mentre i TAR di Veneto, Piemonte, Sardegna e Sicilia hanno già sospeso alcune parti dei rispettivi calendari venatori regionali, su ricorsi del mondo ambientalista, per l’immotivata elusione dei pareri scientifici obbligatori dell’ISPRA, la vigilanza venatoria provinciale risulta numericamente ancora ai minimi storici, dopo le riduzioni operate nel 2015 con il Decreto Madia e gli organici mai ripristinati.

Preoccupantemente in declino e rare rimangono specie tuttora cacciabili in Liguria, come il Gallo forcello (o “fagiano di monte”) e la Pavoncella. Ma tant’è, piuttosto che nulla, la Regione Liguria ne ha autorizzato un contingente abbattibile di 8 (otto) capi per il maschio di gallo forcello, da cacciare nell’Imperiese, e di 16 (sedici) capi in tutta Liguria per la Pavoncella.

Del resto, a dispetto di tutte le chiacchiere di distrazione di massa sul cinghiale, sono in realtà gli uccelli migratori, come i turdidi, a sopportare in Liguria il peso maggiore dello sforzo di caccia a scopo ricreativo. Le specie cacciabili in Italia sono infatti 49 (37 di uccelli e 12 di mammiferi).

Ammonta a 961.562 euro l’ultimo finanziamento statale annuale alle associazioni venatorie nazionali riconosciute, che fruiscono di una buona parte della sovrattassa (5,16 euro) sulla tassa di concessione annuale per il rilascio della licenza governativa di porto di fucile (168 euro).

In questi giorni la maggioranza di centro-destra spinge in commissione agricoltura della Camera dei Deputati per proseguire a ritmi forzati l’esame della proposta di legge n. 2984, volta a peggiorare l’attuale legge quadro sulla caccia n. 157/92; contiene proposte di liberalizzare ulteriormente l’impiego dei richiami vivi, ridurre la percentuale delle superfici destinate a parchi naturali, diminuire le pene per chi pratica bracconaggio nelle aree protette, autorizzare i visori notturni (vietati dalla Convenzione di Berna sulla vita selvatica in Europa), aprire alla caccia le foreste demaniali e abolire l’attuale scelta obbligatoria fra tre forme di caccia in via esclusiva (in Zona Alpi, da appostamento con richiami vivi, tutte le altre forme), esasperando il nomadismo venatorio.

La caccia a qualunque costo reclamata da piccole lobbies sempre più arroganti e capricciose, malcelatamente sostenute dall’industria armiera, è sempre più insostenibile per i nostri ecosistemi, consolidandosi come corpo estraneo alla ruralità, oltre che come passatempo anacronistico disprezzato dalla maggior parte degli Italiani”.

LEGA ABOLIZIONE CACCIA

Delegazione Liguria

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