“L’Amministrazione Comunale ha risposto alla mia richiesta di notizie sul ravvedimento operoso alle sanzioni per il mancato pagamento della sosta, ammettendo che questa possibilità è già applicata nelle aree gestite privatamente da Go Imperia (es. Largo Senatore Amedeo), mentre nei parcheggi pubblici non è prevista alcuna forma di regolarizzazione agevolata. Purtroppo questa risposta apre una serie di interrogativi legittimi: perché non mi è stato fornito l’elenco completo delle aree dove è applicata? Perché non sono state comunicate le modalità operative per estinguere la sanzione in modo agevolato? Perché questa possibilità non è mai stata pubblicamente comunicata? Perché tanta riservatezza su un tema che riguarda direttamente i cittadini? E soprattutto perché questa evidente disparità di trattamento tra parcheggi pubblici e parcheggi gestiti da una società partecipata dallo stesso Comune? Una cosa è certa: su questo tema è necessario intervenire al più presto”.
Così il consigliere comunale Luciano Zarbano, capogruppo di Imperia Senza Padroni, commenta la risposta ufficiale dall’assessore competente, sull’introduzione di una misura più equa e ragionevole per chi incorre in sanzioni per il mancato pagamento della sosta.
“È paradossale – continua Zarbano – che un cittadino possa rimediare con pochissimi euro in un parcheggio gestito da Go Imperia, ma non possa fare altrettanto pochi metri più in là, se il parcheggio è pubblico. Una disparità che va assolutamente colmata, anche perché Go Imperia è una società partecipata dal Comune e quindi il Comune, di fatto, ha voce in capitolo nella sua gestione. Se il problema è normativo, si individui una soluzione amministrativa, magari attraverso un regolamento comunale o una convenzione. Ma se l’impedimento è solo una questione di volontà politica, allora si abbia il coraggio di dirlo chiaramente”.
Zarbano sottolinea che il ravvedimento operoso non significa cancellare le multe, ma offrire una finestra temporale molto ristretta (ad esempio due ore) per consentire a chi ha sbagliato in buona fede di sanare tempestivamente e con pochissimi euro la violazione.
“Non vogliamo incentivare l’illegalità – conclude – ma sostenere chi commette una disattenzione in buona fede .È una misura di buon senso, che guarda al cittadino con equilibrio e che può contribuire a rafforzare il rapporto di fiducia tra popolazione e Istituzioni. E oggi, più che mai, abbiamo bisogno di istituzioni credibili e vicine ai cittadini”.






