Un cane smarrito, una serie di equivoci e tre volontari per la tutela degli animali ora rinviati a giudizio con l’accusa di truffa e ricettazione in concorso. I fatti, risalenti al 2020, coinvolgono un uomo imperiese, la sua ex compagna e una terza volontaria pugliese.
Le origini della vicenda: dall’affido del cane allo smarrimento
Secondo quanto ricostruito, l’uomo, all’epoca referente di un’associazione animalista, aveva il compito di verificare l’idoneità di una donna di Imperia che aveva richiesto un cane in affido dalla Puglia. Dopo le verifiche del caso l’animale è stato effettivamente affidato alla donna, ma nei giorni successivi la signora avrebbe smarrito il can per ben due volte. Dopo la seconda scomparsa, il cane non è stato più ritrovato.
Pochi giorni dopo grazie ad una segnalazione, un cane simile è stato soccorso dai Vigili del Fuoco, mentre era bloccato in una vasca di campagna. L’animale, in prima battuta è stato affidato alla donna che aveva effettuato la segnalazione, successivamente il volontario imperiese che si era recato sul posto per verificarne l’identità ha ritenuto che non si trattasse del cane smarrito nei giorni precedenti e quindi ha portato l’animale da una veterinaria e poi presso un’altra associazione.
Nel frattempo, la donna a cui era stato originariamente affidato il primo cane si è presentata sul luogo dell’intervento dei Vigili del Fuoco, sostenendo che si trattasse proprio del suo cane smarrito nonostante il parere contrario del volontario. Ora l’ex proprietaria del cane si è costituita parte civile nel procedimento, assistita dall’avvocato Francesca Saglietto, chiedendo risarcimento e la restituzione dell’animale.
Il processo prenderà il via a giugno. Il volontario è difeso dall’avvocato Erico Pino mentre l’ex compagna dell’uomo è difesa dall’avvocato Sandro Lombardi e la terza imputata, la volontaria pugliese, è rappresentata da un legale di Bari.






