Giovanni Vassallo interviene in merito alla querelle tra Paolo Strescino (FDI) e il Consigliere di minoranza a Imperia Ivan Bracco, sulla vicenda relativa all’80° anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazifascista. Nel dettaglio, Vassallo non usa mezzi termini e punta il dito contro la posizione di Fratelli d’Italia sulle celebrazioni.
Giovanni Vassallo era stato candidato nella lista Alleanza Verdi-Sinistra a sostegno della candidatura a Sindaco di Ivan Bracco.
25 aprile: Giovanni Vassallo risponde a Strescino
“Caro Paolo
Vedo che ti lamenti di essere stato “etichettato” in maniera, a tuo giudizio, superficiale da Ivan. Scusa, ma la questione non ha nulla di superficiale.
La Lotta di Liberazione è stata, in estrema sintesi, la rivolta di chi voleva che la guerra la vincessero gli Alleati, americani, inglesi e sovietici e la perdessero nazisti e fascisti. La cultura politica a cui appartieni tu voleva l’esatto contrario.
Chi ha combattuto la Resistenza erano comunisti, socialisti, azionisti, cattolici, liberali, persino monarchici. Si ispiravano alle idee liberali, cattoliche, democratiche e socialiste. Tutto meno quello che pensavano i tuoi antenati politici.
Le loro idee sono passate nella nostra Costituzione : democrazia, pluripartitismo, economia mista, uguaglianza degli uomini e apertura al mondo (vedi ad esempio l’art 3).
Tutto quello su cui si basava il pensiero politico di cui sei legittimamente erede è stato escluso: partito unico, corporativismo, nazionalismo aggressivo.
Beninteso, la tranquilla e pacifica constatazione che i valori su cui si basano la Resistenza e la nostra stessa Repubblica non sono “roba vostra” non mette minimamente in discussione il vostro diritto a vivere in questo paese, a partecipare alla sua vita politica e anche a governarlo, se vincete le elezioni.
Ma solo perché ci siamo dimostrati molto migliori di voi.
Quindi nessuno stigma, ma per piacere, vedete di evitare cose ridicole come le “celebrazioni sobrie”, l’omaggio a “tutti i caduti”, compresi i legionari morti nella battaglia di Canne e l’esclusione di canzoni come Bella Ciao, che, detto per inciso, è anche l’inno internazionale dei combattenti per la libertà.
Che ci fate la figura di quelli, che, per malinteso senso di inclusione, vogliono festeggiare il Natale senza fare il presepe”.






