Anche il Comitato Promotore del Referendum per l’abrogazione del piano della sosta entra nel dibattito politico fra maggioranza e minoranza in merito alla modifica del Regolamento Comunale sui Referendum.
“Abbiamo letto – si legge nella nota del comitato – lo scambio intercorso fra i consiglieri di maggioranza e opposizione, premettendo che il loro confronto, squisitamente politico, non ci riguarda, desideriamo però chiarire un paio di cose nel merito del referendum. Nel dettaglio, risulta del tutto inascoltabile l’affermazione che l’Amministrazione avrebbe fatto di tutto per favorire lo svolgimento della consultazione.
Infatti, l’Amministrazione gode, in Consiglio, di una maggioranza numerica tale da non avere alcun problema ad approvare tutto ciò che desidera e ha più volte dimostrato di non farsi molti scrupoli nell’utilizzare l’ampia maggioranza di cui dispone. Dunque, con la ferma volontà dichiarata dal Consigliere La Monica, di ultimare la pratica in tempi brevi, il regolamento doveva essere approvato nel corso del primo Consiglio Comunale utile, giusto? Allora perché ci sono voluti 9 mesi? Solo per “colpa” dell’opposizione? Francamente non ci sembra che abbiano tutto questo potere interdittivo, vista la rapidità con la quale la maggioranza, in Consiglio, respinge e archivia qualsiasi iniziativa da loro proposta.
Poiché noi abbiamo partecipato alla prima Commissione, ci chiediamo perché il Consigliere La Monica, che dice di studiare le pratiche e di avere seguito questa con grande attenzione, non abbia sollevato in quella sede il (presunto) problema del quorum. Se di errore si trattava, lo si poteva sanare in quell’occasione, o anche in Consiglio (con un emendamento). Invece hanno votato contro.
Inoltre anche il Comitato ha i suoi documenti: dobbiamo forse pubblicare le PEC scambiate con la Segreteria Generale, in modo che i cittadini possano farsi un’idea delle risposte, spesso vaghe e/o tardive, che sono state rese a istanze, invece, molto precise e circostanziate? I cittadini non sanno ancora che la Segreteria Generale non ci ha fornito né il modello per la raccolta delle firme né indicazioni precise su come redigerlo.
Di conseguenza ne abbiamo prodotto uno noi e lo abbiamo inviato, in bozza, alla Segreteria Generale, la quale però ha atteso solo l’ultimo giorno utile per richiedere modifiche, peraltro di scarso rilievo sostanziale.
Vi assicuriamo che, chiunque leggesse quelle comunicazioni, si libererebbe istantaneamente dalla convinzione che l’Amministrazione abbia agevolato questa pratica. Quindi ci sentiamo di chiedere, ai componenti della maggioranza, di regolare i loro “conti” con l’opposizione a livello politico, evitando però affermazioni imbarazzanti come quella del loro convinto appoggio al referendum, poiché queste dichiarazioni, essendo smentite da un anno di ritardi e di documenti ufficiali, sono oltre il limite della decenza”.






