17 Aprile 2026 20:23

Declassamento del Lupo: Alessandro Piana pronto ad abbattimenti selettivi. “Finalmente più tutela per allevatori. Cambia un’ideologia che non ci permetteva neanche di parlarne” /L’intervista

Il vicepresidente della Regione Liguria, Alessandro Piana, interviene in merito alla notizia del declassamento del lupo da specie “strettamente protetta” a “protetta”, approvato a inizio maggio dal Parlamento europeo. Una decisione che divide, ma che per Piana rappresenta un passo necessario per bilanciare la tutela della fauna e le esigenze delle comunità locali.  

Con 371 voti a favore, l’UE ha modificato lo status del lupo, spostandolo dall’Allegato IV all’Allegato V della Direttiva Habitat. Ora, con il nuovo status, i governi avranno più strumenti per intervenire: Sarà possibile pianificare interventi mirati, soprattutto contro i lupi più aggressivi, a tutela delle comunità rurali e degli allevatori, ha spiegato Piana “Si partirà con numeri contenuti, ma è già un progresso rispetto al passato, quando persino parlarne scatenava polemiche”.  

Piana: “Finalmente più tutela per allevatori e territori dopo il declassamento del lupo”

Cambia finalmente un’ideologia. L’introduzione del lupo è stata fatta probabilmente senza un accordo, soprattutto una programmazione con i territori, con le regioni e con gli stati membri. 

Poi abbiamo visto che ogni paese all’interno della Comunità europea adotta diverse misure di contenimento per quanto riguarda il lupo. 

L’Italia anche per ideologia non ha mai fatto nessuna azione di contrasto, di contenimento. Oggi la stessa Commissione europea riconosce il lupo non più come specie particolarmente protetta, ma come specie protetta

Questo darà via libera ai vari governi, soprattutto al governo italiano, mi auguro, di predisporre una serie di misure di contenimento per quei lupi particolarmente confidenziali che creano dei problemi alle comunità del nostro entroterra e soprattutto ai nostri allevatori e consentirà ovviamente agli assessori e alle varie regioni di fare un piano di programmazione coadiuvati dal nucleo di vigilanza regionale per quanto concerne gli abbattimenti

Si partirà da un numero piccolo, basso, però è già un qualcosa rispetto a un’ideologia che non ci permetteva neanche di parlarne. Perché io in passato, soltanto perché ne ho parlato a una commissione politica agricola a Torino, sono stato anche minacciato di morte sugli online

Quindi credo che si devono analizzare ogni volta le problematiche liberi da ogni ideologia, amando gli animali e garantendone la loro vita. 

Però dobbiamo anche considerare che gli allevatori fanno un grandissimo lavoro sul nostro territorio, non tanto per la componente economica, ma per la conservazione della biodiversità del nostro territorio. Non voglio neanche tralasciare l’aspetto paesaggistico fondamentale e importante che è un’attrattiva turistica, che è quella della conservazione dei prati e dei pascoli

Senza gli allevatori avremmo un bosco unico e credo che non potremmo essere così attrattivi dal punto di vista sportivo, outdoor e turistico”. 

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