7 Maggio 2026 16:56

Imperia: via libera del Consiglio comunale per l’acquisizione del marchio “Vele d’epoca”. Bagarre fra maggioranza e opposizione

In breve: Botta e risposta non senza polemiche fra maggioranza e opposizione per i 150mila euro destinati all'acquisto del marchio

L’assessore Marcella Roggero ha sottoposto al Consiglio comunale la proposta di acquisizione del marchio “Vele d’epoca di Imperia”, valutato da Assonautica che ne è la proprietaria, 150mila euro.

Botta e risposta non senza polemiche fra maggioranza e opposizione per i 150mila euro destinati all’acquisto del marchio

L’assessore Roggero ha evidenziato l’importanza del Raduno delle Vele d’Epoca, collegato anche alla nautica da diporto e alla cantieristica, sottolineando l’incremento costante dei transiti all’interno del porto turistico di Imperia nel mese di settembre.

Spiega Marcella Roggero: Assonautica con una pec ci ha proposto la cessione del marchio, registrato a livello europeo, per un valore di 150 mila euro, che nasce da un’analisi delle sponsorizzazioni medie dell’evento. Vi è poi un valore legato allo slancio che l’evento offre alla città di Imperia e il volano che rappresenta per il settore turistico e ricettivo.

Riconosciamo il brand delle Vele d’epoca come un brand identitario per la città, legandolo ancor più alla città. Consideriamo che la spesa di 150mila euro in realtà genererà un indotto molto maggiore.

Un ultima cosa. Beatrice non giace in un cantiere spezzino. Beatrice sta facendo refitting nei cantieri Sanfgermani che l’avevano costruita. Non siamo riusciti ad intervenire prima perché purtroppo la barca è rimasta in custodia per un periodo all’interno di un fallimento”.

La consigliera Laura Amoretti di Società aperta Imperia di tutti presenta un emendamento alla pratica perché si possa concedere una licenza d’uso limitata a terzi per altri eventi, eventualmente connesse alla promozione dei prodotti tipici, senza investimenti diretti.

Le accuse di Sardi: “Acquisto inutile presentato da assessore che è dipendente in aspettativa di Assonautica”

Lucio Sardi di Alleanza Verdi Sinistra dice: “Cosa andiamo a comprare? La scritta delle Vele d’epoca di Imperia. Il marchio è già di Imperia. Lei assessore è in aspettativa da Assonautica. Si ponga il problema. Assonautica ha fatto un’analisi che non c’entra niente con l’indotto, ma solo con le sponsorizzazioni ricevute.

Non c’è nessuna motivazione reale perché si debbano spendere questi soldi per questo marchio. Non ne trovo il senso. Il marchio è di Assonautica e non è a rischio di uso da parte di terzi. Ma Assonautica per qualche motivo preferisce incassare dei soldi. E tutta questa operazione ce la presenta un assessore che è dipendente in aspettativa di Assonautica. Sto marchio lasciatelo lì, perché sti soldi son proprio buttati via”.

Luciano Zarbano di Imperia senza padroni sottolinea: “Si tratta di una stima più quantitativa che qualitativa e si rischia di pagarlo sulla base di una percezione e non su un valore di mercato. Si parla di turismo e indotto ma non ci sono cifre ufficiali, ma solo numeri non certificati. Compriamo un marchio, ma non sappiamo bene cosa ne faremo.

Perché non valutare una semplice licenza d’uso? Sono stati fatti studi diversi? Ho paura che ci possa essere poi un potenziale conflitto di interessi. La perizia è firmata da una comercialista di Ventimiglia. Queste perizie di solito vengono fatte da esperti di marchi. Poi è singolare chge l’assessore sia dipendente di Assonautica, soggetto che incassa i soldi. Anche se è in aspettativa vi è una questione di opportunità.

Nessuno mette in discussione l’importanza dell’evento, ma esiste uno studio sulla rese di questa spesa? Non vorrei che da questo si generassero nuove spese legali. Si compra un marchio senza strategia e senza valutazioni ufficiali, Non è così che si tutelano gli interessi della città. Serve responsabilità“.

Incalza Loredana Modaffari capogruppo del Pd: “Mi sfugge come sia possibile che dopo l’acquisto del marchio le Vele d’Epoca possano decollare e generare ulteriore indotto per la città. Quanto a Beatrice ci saranno dei costi che nessuno si potrà permettere di sostenere. Le chiedo di non mentire su queste cose.

Andiamo a spendere 150mila euro in un comune che soffre dal punto di vista della sicurezza. Chiedete ai cittadini se preferiscono avere il marchio o le strade aggiustate. Diteci chiaramente se dobbiamo aiutare un’associazione che è in difficoltà. Perché l’acquisto di questo marchio non serve a niente per la città. Se dobbiamo farlo va bene, ma lo si dica chiaramente. Diteci veramente quale è il rapporto costi benefici“.

Andrea Landolfi di Avanti ribatte: “Con i vostri interventi ci fate capire che stiamo facendo la cosa più giusta per Imperia. Avete avanzato dubbi sulla perizia e sul professionista che l’ha fatta. Siete contro un professionista perché non condivide il vostro pensiero estremo. Mi auguro che anche questa volta possiate fare un ricorso o una denuncia, nelle quali avete dimostrato di essere preparati, ma purtroppo ogni volta venite smentiti dai fatti. Consigliera Modaffari non ci accusi di mentire, lei che insieme ai tre moschettieri ha rovesciato un partito“.

Ribadisce la Modaffari: “Volete comprare un marchio che Imperia usa da sempre. La gente lo deve sapere. Dovevate dire chiaramente che volevate semplicemente versare deliberatamente 150mila euro ad Assonautica. E’ una cifra spropositata che non porta alcun beneficio”.

Per Giovanni Montanaro di Avanti “E’ inaccettabile ogni volta che fate un intervento sottintendere a cose nascoste. Perché consigliera Modaffari non ha fatto fare lei una perizia? Lei da quando è diventata consigliere si capisce di tutto. O siete certi di quello che dite oppure prima o poi una querela parte perché non possiamo più tollerare accuse di questo genere. O viene con dei documenti oppure è meglio tacere. Non sapete di cosa parlate“.

Interviene Ivan Bracco del Pd: “Ribadisco la richiesta all’assessore di spiegarci i costi benefici di questa operazione. E’ molto semplice. Non basati su parole o su una perizia per la quale non vi siete nemmeno curati di fare una controperizia. Roba mai vista in un ente pubblico”.

Marcella Roggero difende l’operazione: “Raduno delle Vele d’epoca ha un indotto di circa 3,3 milioni di euro”

Replica l’assessore Roggero: “Da un lato c’è il mio entusiasmo e dall’altro il suo livore consigliera Modaffari. Se il marchio lo si lega alla nostra città, piaccia o non piaccia resta alla nostra città. E ora con lo sviluppo del porto ci possono essere aziende interessate a fare da sponsor e riteniamo che con il marchio in mano al comune si possano avere più opportunità in questo senso.

Ad oggi la spesa per le Vele d’Epoca si aggira attorno ai 400 mila euro, ma l’Amministrazione deve far guadagnare molto di più a tutte le realtà che lavorano e investono su Imperia. Riteniamo che ci sia una stima di indotto di circa 3,3 milioni di euro, calcolato sul valore delle presenze turistiche, legato a spesa media nelle attività locali e al gettito dell’imposta di soggiorno.

Stiamo parlando dell’acquisizione di un marchio importante e sembra che l’unico problema sia che io sia una dipendente in aspettativa. Mi spiace, ma non lo è”.

L’emendamento della consigliera Amoretti è stato respinto e la pratica originaria è stata approvata con 21 voti a favore, 6 contrari e 4 astenuti.

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