5 Maggio 2026 18:33

Imperia: Giovanni Montanaro spara a zero sul gruppo del Pd. “Frattura interna evidente, con una corrente nichilista e disfattista”

In una nota il consigliere di maggioranza imperiese Giovanni Monatanaro spara a zero contro il gruppo del Pd, con particolare riferimento al recente cambio di capogruppo e al ruolo dei consiglieri Ivan Bracco, Loredana Modaffari e Daniela Bozzano.

La nota di Giovanni Montanaro

“Fare politica amministrativa senza cadere nella critica distruttiva è una delle sfide più complesse del nostro tempo. Eppure, a ben vedere, le dinamiche amministrative sono simili per tutti: le stesse logiche di compromesso, le stesse difficoltà nel governare.

Ciò che sta avvenendo all’interno del gruppo consiliare del Partito Democratico nel Comune di Imperia – in particolare i recenti sviluppi che hanno portato alla destituzione della capogruppo Deborah Bellotti da parte di tre consiglieri riconducibili a una corrente nichilista – impone serie riflessioni. Non solo sulla tenuta politica del gruppo stesso, ma anche sulla coerenza e credibilità dell’opposizione in aula.

La sostituzione è avvenuta tramite una riunione autoconvocata, alla quale hanno partecipato esclusivamente i tre consiglieri della corrente interna, i quali hanno deciso autonomamente di nominare Loredana Modaffari nuova capogruppo. Un atto che, sebbene definito dalla stessa Modaffari come un “normale avvicendamento”, appare piuttosto frutto di logiche di visibilità personale più che di una chiara visione politica.

La frattura interna è ormai evidente, non solo dal punto di vista politico, ma anche da quello umano. La corrente, di chiara indole disfattista e guidata da una sorta di “Re Mida al contrario”, che ovunque intervenga sembra generare distruzione (prima il Porto, poi il centrosinistra imperiese, oggi il PD), ha dato il peggio di sé nell’ultimo consiglio comunale.

Proprio la seduta dell’altro ieri ha mostrato in modo drammatico gli effetti di questa scelta: una leadership fragile, disallineata nei contenuti e un gruppo consiliare visibilmente allo sbando.

È emersa, in particolare, l’inadeguatezza politica della nuova capogruppo nella gestione del gruppo, nella valutazione delle pratiche e nell’analisi dei contenuti. Gli interventi in aula sono risultati confusi, approssimativi, privi di reale approfondimento, con difficoltà evidenti nel comprendere anche gli aspetti più basilari delle pratiche, nonostante i chiarimenti puntuali forniti dall’assessore competente, dal sindaco e dai consiglieri di maggioranza.

Si tratta di un continuo atteggiamento demagogico e populista, che attraverso la manipolazione e la semplificazione eccessiva tenta di ottenere facile consenso.

L’episodio più emblematico è stato il voto su una pratica fondamentale per la città: un finanziamento ministeriale da 600.000 euro per sostenere e valorizzare le “Vele d’Epoca”, una delle manifestazioni più prestigiose di Imperia. Un atto semplice ma strategico, su cui il gruppo del PD ha votato in maniera discordante, lasciando emergere confusione e totale assenza di una visione politica condivisa.

Ancora più preoccupante è la totale irresponsabilità amministrativa portata avanti da questa corrente, la cui azione si fonda su un costante ostruzionismo ideologico, attacchi personali, dossieraggi, esposti e denunce, con l’unico obiettivo di bloccare l’attività amministrativa.

Parliamo di una corrente che si autodefinisce di sinistra radicale, vicina alla linea Schlein, ma che in aula non esita – pur di ostacolare il Sindaco e questa Amministrazione – a votare fianco a fianco con le forze di estrema destra ispirate apertamente al pensiero di Vannacci.

Un paradosso politico che dimostra come la logica del “contro” abbia ormai prevalso su ogni forma di responsabilità istituzionale.

Non spetta a noi della maggioranza entrare nel merito delle dinamiche interne di altri gruppi, ma è sotto gli occhi di tutti che questi comportamenti sono sintomatici di una grave incapacità di valutare le questioni nel merito, con obiettività e nell’interesse del bene comune.

Alla città serve ben altro: responsabilità, serietà, a volte anche il coraggio di fare scelte impopolari ma necessarie. La politica del “tanto peggio, tanto meglio” non fa che danneggiare Imperia. Il tempo – e soprattutto i cittadini – sapranno giudicare chi lavora davvero per la città e chi per i propri piccoli interessi di bottega”.

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