Grande partecipazione nel tardo pomeriggio di oggi, martedì 22 luglio, alla “serata solidale” con i portuali della Compagnia Ludovico Maresca di Imperia. L’evento si è svolto nei locali della Maresca, all’interno del porto commerciale di Oneglia.
La serata è sta organizzata anche per discutere ed esprimere contrarietà alla proposta di variante del Piano Regolatore Portuale di Imperia
Secondo i lavoratori portuali, la parte più rilevante di questa proposta riguarderebbe la “modifica alle attività che si svolgono sulle banchine del porto commerciale”, dove “non sarebbero più ammesse strutture fisse per la movimentazione e il deposito delle merci (come i silos per il cemento)”.
Presenti alla serata i lavoratori portuali, Bruno Rossi, Carmela Alampi (Rifondazione Comunista), Carla Nattero e Lucio Sardi (AVS), i consiglieri di minoranza del PD, Ivan Bracco e Daniela Bozzano e tanti amici e sostenitori.
L’appello della Maresca è anche una grande partecipazione della cittadinanza alla seduta del prossimo Consiglio Comunale di Imperia, dove si discuterà appunto la pratica.
Spiega Giovanni Zecchini console della Compagnia Portuale: “Il 90% del nostro lavoro è legato al cemento, quindi questa proposta che ha fatto l’amministrazione comunale che passerà in giunta e poi verrà proposta nel prossimo consiglio comunale dice che non ci debbano più essere delle installazioni fisse.
Ora stiamo parlando di un silos del cemento, stiamo parlando di quello che è l’unica fonte di lavoro tranne qualche traffico residuo con gli yacht mare su mare e che permetterebbe alla compagnia portuale di sopravvivere. Nel senso che tolto questo lavoro del cemento noi non avremo più la possibilità di lavorare.
Sono trent’anni che le varie amministrazioni comunali che sono passate una dopo l’altra hanno deciso che Imperia non deve più avere uno scalo commerciale.
Siamo passati per tante scelte brutte, nefaste. Tanti marchi importanti che sono andati via dalla città. L’ultimo nel 2014, la chiusura del pastificio Agnesi, è stata la condanna e la decisione da parte di chi amministra questa città di abbandonare tutto quello che è commerciale.
Secondo noi è una scelta, non voglio dire stupida, però poco lungimirante, nel senso che Imperia, senza parlare della storia del porto commerciale di Imperia, parlando del presente, potrebbe essere uno snodo importante per togliere tutto il traffico dalle autostrade.
Quindi potrebbe essere una parte di un sistema che porti la mobilità in mare, queste famose autostrade del mare, ma soprattutto anche dal punto di vista strategico perché siamo l’ultimo porto prima della Francia.
Noi riteniamo che questo debba essere sotto la regia di un’autorità di sistema che debba lavorare in sinergia con tutte le maestranze e gli operatori portuali. A livello regionale però ci deve essere un piano di sviluppo e di crescita.
Noi siamo rimasti in quattro ma siamo fiduciosi che con una gestione regionale potrebbe essere anche un volano per l’occupazione e per la città”.






