3 Maggio 2026 22:41

Imperia: la vicenda del porto commerciale di Oneglia divide l’opposizione. Spuntano di nuovo i soliti distinguo

In breve: Il gruppo del Pd si divide sulla firma per il ritiro della pratica. Zarbano presenta un suo documento e Società aperta Imperia di tutti manca all'appello

La seduta di questa mattina della III Commissione consigliare, incentrata in particolare sulla pratica del porto commerciale di Oneglia, ha ancora una volta messo in evidenza i distinguo, per non dire le spaccature, presenti fra i banchi dell’opposizione.

Il gruppo del Pd si divide sulla firma per il ritiro della pratica. Zarbano presenta un suo documento e Società aperta Imperia di tutti manca all’appello

Da una parte ci sono i tre irriducibili del Pd, Ivan Bracco, Loredana Modaffari e Daniela Bozzano, che ancora una volta si sono trovati uniti a Lucio Sardi di Alleanza Verdi Sinistra, nel sottoscrivere un documento comune.

Sempre nel Pd ci sono poi Edoardo Verda e Deborah Bellotti, che, pur contrari alla pratica, ancora una volta hanno in qualche modo preso le distanze dai tre irriducibili, non sottoscrivendo il documento con il quale veniva chiesto il ritiro della pratica dalla discussione del prossimo Consiglio comunale. Anche se Verda ha comunque contestato: “L’unico traffico che garantisce lavoro oggi è quello del cemento. Con questa pratica si elimina la realtà attuale del porto senza una visione futura”.

Sempre dall’opposizione, Luciano Zarbano di Imperia senza padroni ha scelto di formulare un suo documento per chiedere sempre il ritiro della pratica, ma rivendicando, peraltro più che legittimamente, una sua autonomia rispetto agli esponenti di Sinistra.

Infine c’è chi ha deciso di non decidere: il gruppo Società Aperta Imperia di Tutti non ha mandato nessun rappresentante alla riunione della Commissione. Per conoscere la loro posizione non resta quindi che attendere la discussione in Consiglio comunale.

Da notare, questa volta fra i banchi della maggioranza, il distinguo del consigliere Davide La Monica, che, anche per questioni di legami di famiglia con il porto commerciale, ha rivolto un invito affinché si possa “dare una possibilità alla Compagnia portuale di riorganizzarsi e continuare a lavorare in un’altra modalità” evidenziando che “è fondamentale cercare un equilibrio che tuteli entrambe le esigenze”.

Inutile aggiungere che, numeri alla mano, l’approvazione della pratica destinata a far tabula rasa delle strutture portuali commerciali legate alla Compagnia Maresca ha preso una strada tutta in discesa.

A cura di Andrea Pomati

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