17 Aprile 2026 18:59

Riconoscimento dello Stato palestinese: bocciata la mozione, l’amarezza di Lucio Sardi. “Consiglio comunale incapace di esprimere un voto senza ordini di scuderia”

In breve: Spazio anche per una risposta alle affermazioni del vicesindaco Fossati: "Rimetta a breve il suo incarico di vicesindaco per auto-manifestata incapacità a ricoprirlo"

Il consigliere di Alleanza Verdi Sinistra Lucio Sardi interviene in seguito alla bocciatura nell’ultimo Consiglio Comunale della sua mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina.

Le parole del consigliere Sardi: “Scajola e le sue truppe nascondono imbarazzo e responsabilità politiche della loro decisione dietro pseudo proposte di riscrittura comune”

Scrive il consigliere Sardi: “Durante la discussione sulla mozione per chiedere al governo il riconoscimento della Palestina, per iniziative utili a fermare il massacro di Gaza e difendere la funzione della corte penale internazionale che persegue i responsabili (come Netanyahu) di crimini di guerra e contro l’umanità, si è spesso sentito parlare di coraggio, senza vederne però traccia.

Lo ha citato in avvio del suo intervento il sindaco dicendo che (essendo lui favorevole al riconoscimento della Palestina) ne avrebbe consigliato l’uso a Tajani pochi giorni fa, invito che sarebbe anche condivisibile dato il vergognoso comportamento del nostro governo nazionale il quale, più che per la disperata condizione dei palestinesi, sembra preoccuparsi di restare allineato alle scelte di Trump o addirittura dello stesso Netanyahu.

In consiglio invece, sia Scajola che le sue truppe, hanno cercato di nascondere l’imbarazzo e le responsabilità politiche della loro decisione di votare contro la nostra mozione con la sperimentata tattica (usata per la mozione che presentammo mesi fa per il cessate il fuoco a Gaza) della richiesta di ritirarla per ripresentarla in una riscrittura “comune” o delle pseudo proposte emendative da concordare in dieci minuti di sospensione del consiglio.

Un bluff che si è scoperto quando, una volta accolta la sospensione, non è stata presentata nessuna seria proposta emendativa, o meglio ne sono state proposte due che di serio non avevano nulla.

La prima richiesta era la necessità che vi fosse un esplicito richiamo al principio dei due popoli e due stati, proposta alla quale ho replicato che il primo punto del deliberato della mozione la riportava proprio in quella forma, dettaglio che curiosamente al capogruppo Volpe (ambasciatore del sindaco ma più che altro in evidente “ambasce”) era sfuggito.

Superata questa obiezione, Volpe ha affondato il colpo dicendo che la nostra mozione si permetteva di specificare che andava riconosciuto lo stato di Palestina sulla base della risoluzione dell’Onu del 1967, che Israele viola da sempre, ma che è l’unico riferimento utilizzabile per dire che se la Palestina si riconosce ne va riconosciuto un territorio legittimo.

Colpito da tale ardita mossa “diplomatica”, ho chiesto a Volpe se intendesse rivedere lui i confini della futura Palestina, magari aiutandosi con un geometra o allegando alla mozione una planimetria con i confini evidenziati per evitare future contestazioni.

Constatata la difficoltà di Volpe a proseguire nel fare proposte ancora più assurde e restando, di fatto, solo in campo la richiesta di ritirare la mozione, ho richiamato tutti alla necessità di assumersi le proprie responsabilità e a tornare in aula.

Il dibattito è proseguito con due interventi volti a rimproverare la mia rigidità nel non accettare di ritirare le mozioni che propongo se me lo chiede la maggioranza e nel mirabile invito del consigliere La Monica a (come secondo lui si sta facendo per l’Ucraina) non sostenere troppo le ragioni di una delle parti.

Forse, secondo La Monica, chi ammazza e affama indiscriminatamente un popolo (fatto che, per la corte penale internazionale, configura il reato di crimini di guerra e contro l’umanità) merita le sue ragioni e, sicuramente, anche chi muore di fame e sotto le bombe avrà le sue colpe, magari un cugino in seconda terrorista.

Un ragionamento talmente insensato che ha fatto sbottare Susanna Bernoldi – volontaria di Aifo (insignita dal Capo dello Stato dell’onorificenza “Al Merito della Repubblica Italiana”)che opera in quei luoghi in progetti umanitari per la Palestina – la quale, avendo osato dire se non provavano vergogna a fare quel teatrino di fronte a decine di migliaia di morti e con stragi quotidiane di donne e bambini ridotti alla fame per il blocco degli aiuti e uccisi mentre cercano di prendere acqua e cibo, è stata prontamente allontanata dalla sala consiglio per il suo comportamento “incivile”.

L’esito del voto sulla mozione, a cui il sindaco “coraggiosamente” non ha partecipato, conta ben poco rispetto all’immagine di un consiglio comunale incapace di dimostrare di saper sostenere una discussione ed esprimere liberamente un voto senza ordini di scuderia sulla base della coscienza di ciascun consigliere su una vicenda che segnerà la storia e che imporrebbe decisamente un altro livello di riflessione“.

Spazio anche per una risposta alle affermazioni del vicesindaco Fossati: “Rimetta a breve il suo incarico di vicesindaco per auto-manifestata incapacità a ricoprirlo”

Aggiunge Sardi: “P.S. Abbiamo appreso dopo la stesura di questo comunicato che il vicesindaco Fossati ha ritenuto la nostra mozione “intrisa di bieca ed ottusa ideologia di parte sul dramma di Gaza, una mozione caratterizzata da quel latente antisemitismo che atterrisce e dilaga ormai anche nel nostro Paese e in Europa”, ci ha definito “persone che rivolgono a tutti il loro sguardo sprezzante dall’alto della loro ritenuta superiorità morale: uno sguardo truce, serio e severo, tipico degli ottusi idioti che, nella loro ignorante supponenza, pensano di avere la verità in tasca” e quindi responsabili di alcuni (neanche tutti reali) atti di antisemitismo verificatisi in Europa, attribuendoci inoltre la patente di “patetici nella totale sconnessione dalla marginale realtà del loro ruolo e della loro condizione e utili idioti”.

Considerato che per concludere il suo ragionamento “logico” il vicesindaco, dopo averci omaggiati di questa sfilza di infamanti accuse e offese, ha poi ritenuto di ricordarci che “Chi vuole veramente un percorso condiviso, che rappresenti la nostra Città, tutta la nostra Città porge la mano e riconosce il punto di vista dell’altro, mediando per trovare un punto di intesa, non addita certo l’altro come un mascalzone” attendiamo che, per essere conseguente alle sue affermazioni, rimetta a breve il suo incarico di vicesindaco per auto-manifestata incapacità a ricoprirlo con i canoni che lui stesso ha fissato.

In caso contrario può anche chiedere scusa per le inqualificabili affermazioni, che ha rivolto a chi ha proposto una mozione, votata da decine di consigli comunali tra cui Torino, Napoli e Genova, che conteneva la giusta condanna di atti gravissimi e che ha la finalità di dare un segnale utile a fermare una tragedia che umilia anche i valori di civiltà delle democrazie occidentali in cui un liberale come Fossati dovrebbe riconoscersi, atti che meriterebbero un confronto civile e rispettoso“.

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