18 Aprile 2026 07:00

Imperia, mozione per Palestina. Modaffari (PD): “Da vicesindaco Fossati legittimazione di un silenzio assordante di fronte a quello che gli stessi Israeliani sani definiscono genocidio”

In breve: La capogruppo PD torna sulla mozione bocciata in consiglio comunale: "Maggioranza antepone sua supremazia a al sentimento, alla pietà, alla pena per la sofferenza di qualsiasi essere vivente"

Loredana Modaffari, capogruppo del Partito Democratico in Consiglio Comunale, interviene a proposito della bocciatura della mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina nell’ultima seduta consiliare.

La capogruppo PD torna sulla mozione bocciata in consiglio comunale: “Maggioranza antepone sua supremazia a al sentimento, alla pietà, alla pena per la sofferenza di qualsiasi essere vivente”

Scrive la consigliera Modaffari: ‹‹Persino David Grossman, il più importante scrittore israeliano al mondo, oggi su Repubblica chiama ciò che sta succedendo a Gaza “genocidio”, una parola che – afferma – da ebreo, essersi rifiutato di usare per anni, ma che oggi, dopo ciò che ha ascoltato da persone che sono state nella Striscia non può più trattenersi dall’usare, ben rappresentando, da un lato il dolore dell’accostamento di questo termine a Israele, al Popolo Ebraico, e dall’altro la resa alla paura e all’odio degli israeliani supini di fronte al potere di Hamas a dispetto della loro storia, e concludendo per l’indifferibilità del riconoscimento dello Stato Palestinese.

Sono dovuti morire oltre 20.000 bambini, un’intera generazione cancellata, perché i Potenti iniziassero ad insorgere, mentre i semplici hanno ingaggiato piccole battaglie, non riuscendo a sopportare il dolore di quella linea di cinque chilometri di bambini senza vita distesa su una spiaggia, i reportage dagli ospedali, le mutilazioni, l’abbandono, la morte per fame.

Si apprende sempre dai quotidiani che la giurista israeliana Orit Kamir definisce ciò che sta accadendo a Gaza “un tradimento delle vittime dell’olocausto”, e che ormai sono pochissimi i Comuni Italiani che non hanno approvato mozioni che urlano il fermate la strage, il riconoscimento dello Stato di Palestina, e molto di più, come la vicina Arma di Taggia e il nostro capoluogo di Regione Genova il cui Consiglio Comunale ha impegnato la Sindaca a sollecitare il Governo Meloni a bloccare ogni fornitura di armi a Israele, a sospendere l’Associazione Ue-Israele e sanzionare le occupazioni abusive dei Coloni.

E questo proprio nella serata del 29 luglio u.s. quando l’Amministrazione Scajola si opponeva alla mozione presentata, come d’uso tentando di gettare fumo sulle reali motivazioni del voto contrario, rovesciando la responsabilità sui proponenti e sostenitori “rei” di non aver aderito all’invito al ritiro della stessa motivato esclusivamente da un preteso sbilanciamento verso la Palestina, ritenuta immeritevole anche dell’esposizione di un semplice drappo di solidarietà come richiesto dalla minoranza.

In quest’ottica il Primo Cittadino, tanto spavaldo nel Consesso Comunale, ha tentato poi di recuperare sui media la pessima figura, la manifestazione di assenza assoluta di umanità, che ha ben compreso gli costerà cara, con una nota che promette la predisposizione di migliore mozione a salvataggio suo e dei suoi seguaci, mentre il Vicesindaco Fossati, probabilmente poco cosciente della enorme valenza dell’occorso, si è lasciato andare ad esternazioni a dir poco folli che rivelano purtroppo la sua vera natura ideologica oltre al mandato difensivo. “Mozione intrisa di bieca ed ottusa ideologia di parte sul dramma di Gaza…caratterizzata da quel latente antisemitismo che atterrisce e dilaga ormai anche nel nostro Paese”, così viene descritta la richiesta di una presa di posizione di condanna al genocidio a Gaza, al terrorismo di Hamas, di ripudio alla guerra e impegno per la pace. La richiesta gridata di cessare il fuoco, di liberare incondizionatamente gli ostaggi israeliani ancora nelle mani dei terroristi di Hamas, di interrompere violenze ed occupazioni illegali e permettere l’invio di aiuti umanitari, viene definita esercizio di mitomania; la richiesta di ritiro di una pratica ormai universalmente condivisa senza precisazione dei punti controversi, una mano tesa all’individuazione di un punto di incontro, quale non è a tutt’oggi dato sapere.

Ritengo che anche la richiamata “maggioranza degli imperiesi” abbia sussultato di fronte a simili dichiarazioni, di fronte alla vergogna di questa maggioranza che, non solo non vuole salvare il Mondo, ma antepone l’indiscutibilità della sua supremazia al sentimento, alla pietà, alla pena per la sofferenza di qualsiasi essere vivente.

Perché della nota dell’Assessore Fossati non rimangono gli insulti gratuiti agli “utili idioti”, ma la legittimazione di un silenzio assordante di fronte a quello che gli stessi Israeliani sani definiscono genocidio, “una parola valanga, una volta che la pronunci, non fa che crescere, come una valanga appunto”››.

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