3 Maggio 2026 12:30

Il mare di Imperia tra le rotte dei giganti: una nuova piattaforma svela i “corridoi blu” che possono salvare i cetacei

Quando ci spostiamo per andare al lavoro, partire per le vacanze o semplicemente tornare a casa, lo facciamo percorrendo strade e autostrade sulla terraferma. E, proprio come noi, anche molti animali che vivono nei boschi, nelle campagne e tra le montagne seguono dei veri e propri “corridoi” naturali per muoversi nel loro habitat.

Ma vi siete mai chiesti se anche nel mare esistono delle rotte, delle “autostrade blu”, percorse ogni giorno da balene, delfini e altri cetacei? Esistono davvero dei tratti del Mar Mediterraneo dove questi giganti del mare passano più spesso, seguendo percorsi precisi? La risposta è sì, e proteggerli è oggi una sfida più che mai attuale.

Il Mediterraneo – racconta Laura Pintore Marine Wildlife Expert del WWF ItaliaNon è solo uno snodo importantissimo per i percorsi migratori dei cetacei come la balenottera comune o il capodoglio che si trovano nel Santuario Pelagos. È anche uno dei mari più trafficati al mondo. Negli ultimi anni, numerose iniziative internazionali hanno riconosciuto l’urgenza di proteggere i ‘blue corridors’ e garantire la sopravvivenza dei cetacei e la salute degli ecosistemi marini. Ad esempio, per ridurre il rischio di collisione basta rallentare la velocità delle grandi navi, osservare, e proteggere. Ogni anno, almeno 10 balenottere vengono uccise a causa di questi impatti. Il futuro dei giganti del mare dipende da noi”.

La nascita della piattaforma dedicata ai “Corridoi Blu”

E cosa si può fare, concretamente? Il primo passo è proteggere, preservare e riconoscere il valore di questi corridoi strategici, noti come Blue Corridors. Proprio da questa consapevolezza nasce la piattaforma digitale “Blue Corridors” grazie al WWF insieme a una coalizione globale di scienziati di alto livello, società civile, governi e innovatori tecnologici chiamata Blue Corridors appunto.

Si tratta di uno strumento dinamico che riassume i dati raccolti in 30 anni sul tracciamento delle balene dal Pacifico orientale e Mediterraneo fino all’Oceano Meridionale e unisce informazioni sulle minacce marine e sulle soluzioni di conservazione.

È la prima volta – si legge sul comunicato stampa – che, i “corridoi blu” di migrazione percorsi dalle grandi balene vengono mappati digitalmente e resi accessibili pubblicamente così da informare il mondo scientifico e la politica per promuovere maggiore impegno nella tutela degli oceani”.

I corridoi blu sono qualcosa di più di semplici rotte migratorie – sono linee ‘tracciate’ sul nostro pianeta blu vitali sia per i giganti dell’oceano che per gli ecosistemi che sostengono – ha dichiarato Chris Johnson, responsabile globale dell’Iniziativa WWF per la Protezione di Balene e DelfiniQuesta piattaforma trasforma decenni di scienza in uno strumento per l’azione – mostrando quando, dove e come proteggere le balene in un oceano in rapido cambiamento“.

Questo è il futuro della conservazione – aperto, collaborativo e basato sulla scienza – ha affermato il dott. Ryan Reisinger, co-responsabile dell’iniziativa dell’Università di SouthamptonCollegando minacce e soluzioni, questa piattaforma supporta una pianificazione marina più intelligente e coordinata, che attraversa settori e confini“.

Il corridoio tra Spagna e Santuario Pelagos oggi è riconosciuto come PSSA, Particularly Sensitive Sea Area

Nel Mar Mediterraneo nord-occidentale, uno dei corridoi marittimi più strategici connette la costa spagnola (incluso il Corridoio delle Baleari, dichiarato ZEPIM nel 2018) al Santuario Pelagos, un’area marina protetta istituita da Francia, Italia e Principato di Monaco per tutelare i mammiferi marini. Si tratta dell’unica area marina transfrontaliera al mondo dedicata a questo scopo, che si estende su oltre 87.000 km² tra Toscana, Liguria (coinvolgendo direttamente anche Imperia), Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Corsica e la costa monegasca.

Questo tratto di mare è stato ufficialmente riconosciuto nel 2023 come “Particularly Sensitive Sea Area” (PSSA) dall’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO), su proposta congiunta di Francia, Italia, Monaco e Spagna: un passo epocale per la protezione dell’ecosistema marino. Grazie a questa designazione, sarà ora possibile applicare misure concrete per mitigare il rischio di collisioni tra navi e cetacei, come la riduzione della velocità, sistemi di monitoraggio dinamico e un maggiore coordinamento internazionale.

Credits foto balenottera comune – Selena Marvaldi

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