La Commissione Comunale ha messo nero su bianco i motivi che hanno portato alla bocciatura del quesito con cui i cittadini, per mano del comitato, volevano cancellare i 491 stalli blu.
Il primo problema è tecnico ma pesante: il quesito “non soddisfa i requisiti di precisione e univocità” previsti da Statuto e regolamento comunale. I promotori hanno indicato l’articolo 6 comma 6 del contratto di servizio, quando invece dovevano citare il comma 7.
La commissione è stata netta: “Indica in maniera inesatta gli estremi dell’atto oggetto di abrogazione, per di più indicando erroneamente il passaggio contestato, ed è pertanto suscettibile di ingenerare confusione nell’elettore circa l’oggetto e le reali conseguenze giuridiche del proprio voto”.
Un errore che teoricamente si potrebbe correggere, ma che diventa irrilevante di fronte ai problemi di sostanza
Il colpo decisivo arriva sul piano sostanziale. Per la commissione, la delibera sui parcheggi è un atto “avente natura sostanzialmente pianificatoria”, quindi non sottoponibile a referendum secondo l’articolo 16 dello Statuto comunale.
Seconda “spada di Damocle”: la natura tariffaria dell’atto. La commissione sottolinea come il quesito “afferisce alla materia tariffaria, con conseguente infrazione dei limiti materiali” dello Statuto.
Solo l’avvocato Luigino Montarsolo ha difeso il referendum, sostenendo che si tratta di un atto “gestionale” e “privo di qualsiasi valenza pianificatoria”. Per Montarsolo, le tariffe sono “corrispettivi” che “non compromettono l’equilibrio generale del bilancio“, citando precedenti della Corte Costituzionale sui referendum per le tariffe idriche. Sulla questione formale, ha fatto notare che “l’irregolarità è stata importata dalla delibera”, scaricando la responsabilità dell’errore sul Comune stesso.
La commissione ha quindi identificato un “doppio vincolo” che rende il referendum inammissibile: natura pianificatoria e aspetti tariffari. Due elementi che, secondo lo Statuto comunale, non possono essere sottoposti al voto popolare.
Il comitato promotore ora studia le carte per un eventuale ricorso
Roberto Duc ha confermato: “Ci siamo mobilitati per valutare se esistono gli estremi“.
La Commissione, lo ricordiamo, era presieduta dal Giudice Indellicati (nominato dal Tribunale) e composta dagli avvocati Francesco Gallarati (docente di Diritto Amministrativo dell’Università di Genova nominato dalla maggioranza del consiglio comunale), Luigino Montarsolo di Genova (nominato dall’opposizione consiliare) e Giuseppe Franco Ferrari (amministrativista e docente dell’Università Bocconi, anche lui di nomina della maggioranza) e dai dirigenti Rosa Puglia e Manolo Crocetta.






