Dai carruggi alle creste dell’entroterra l’estate, così come i primi giorni d’autunno, portano con sé la voglia di camminare, esplorare, respirare la Liguria nella sua forma più autentica. Ma non mancano gli incontri inaspettati, e tra questi, quello con i rettili — in particolare i serpenti — è tra i più temuti.
Paura spesso ingiustificata, come ci spiega Davide Rufino, zoologo genovese, naturalista e divulgatore scientifico, esperto di fauna selvatica e rapporto uomo-animale. Con lui abbiamo fatto chiarezza su cosa aspettarsi lungo i nostri sentieri e, soprattutto, su come comportarsi in modo corretto.
Quali rettili possiamo incontrare più facilmente durante una passeggiata in Liguria e nell’entroterra di Imperia?
In Liguria vivono diverse specie di rettili, siano essi sauri (lucertole) o serpenti. Tra le lucertole, le più note e comuni sono indubbiamente la onnipresente lucertola muraiola (Podarcis muralis) e il ramarro occidentale (Lacerta bilineata), e nell’entroterra imperiese è possibile anche incontrare la bellissima lucertola ocellata (Timon lepidus), il sauro più grande d’Europa, che in Italia si trova solo nell’estremo ponente ligure.
Tra i serpenti, i più comuni sono indubbiamente il biacco (Hierophis viridiflavus) e la natrice dal collare (Natrix helvetica), ma sono ben diffuse anche la natrice viperina (Natrix maura), il saettone (Zamenis longissimus) e due specie del genere Coronella (il colubro liscio e il colubro di Riccioli). Altro endemismo per l’Italia è il colubro lacertino (Malpolon monspessulanus), un serpente lungo e robusto, presente nelle province di Savona e Imperia. La vipera, infine (Vipera aspis), è presente su tutto il territorio ligure ma è meno comune di quanto si pensi.
Al di là di lucertole e serpenti, con un po’ di fortuna, lungo i torrenti più incontaminati ci si può ancora imbattere nella testuggine palustre d’acqua dolce (Emys orbicularis), presente peraltro in Liguria con la sottospecie endemica di Albenga e dintorni: E. o. ingauna.
I serpenti sono pericolosi? È vero che attaccano solo se disturbati?
In Italia, la quasi totalità dei serpenti è innocua. Sono animali che temono l’uomo e tendono ad allontanarsi quando percepiscono la nostra presenza. Solo le vipere sono velenose, ma si tratta di rettili timidi e schivi, che mordono solo per estrema difesa. Anche il colubro lacertino è blandamente velenoso, ma la dentizione unita alla scarsa efficacia del veleno rendono anche questo serpente praticamente inoffensivo nei nostri confronti.
Come distinguere una vipera da un serpente innocuo?
In primis la forma del capo, triangolare e ben distinto dal corpo – caratteristica, questa, presente anche in Natrix maura – ma anche i disegni scuri e geometrici caratteristici, le pupille a “fessura verticale”, la coda piuttosto tozza. La vipera, inoltre, è un serpente in realtà piccolo (in genere supera di rado i 50-60 cm) e dai movimenti pigri e lenti.
Quali sono i comportamenti corretti da tenere se si incontra un serpente sul sentiero?
Ognuno per la sua strada, basta girare al largo e non avvicinarsi. Il tutto considerando che, nella stragrande maggioranza dei casi, sarà il serpente a sentirci per primo e a fuggire. In caso di vipera, è anche molto importante tenere un eventuale cane al guinzaglio per evitare che quest’ultimo possa infastidire il serpente spingendolo a mordere per difesa.
Ci sono luoghi o orari più “a rischio avvistamento”?
I serpenti sono ectotermi (“a sangue freddo”), e hanno bisogno di attivare il metabolismo col calore dei raggi solari. Evitano tuttavia le ore centrali della giornata per non rischiare ipertermia (insolazioni e collasso per eccesso di calore), per cui gli orari in cui è più facile incontrarli mentre “termoregolano” tra rocce e sassi sono la prima parte della mattinata e il tardo pomeriggio.
In caso di morso, come bisogna intervenire?
Calma e gesso, agitarsi non giova e non porta a nulla. Il veleno, per la vipera, è un grosso investimento ed è prezioso in quanto serve principalmente per uccidere le prede: spesso questi serpenti assestano dei “morsi asciutti” per intimidire il nemico, e anche quando rilasciano il veleno la mortalità è piuttosto bassa a meno che non si tratti di soggetti particolarmente giovani/anziani o allergici/sensibili al veleno. È necessario richiedere subito il pronto intervento, cercando di restare tranquilli.
Quali sono i falsi miti più diffusi sui serpenti e che sarebbe bene sfatare?
I falsi miti sui serpenti sono un’infinità, in primis vengono da sempre associati al male e ritenuti “cattivi” e aggressivi. Sulle vipere, in particolare: si ritiene che partoriscano sugli alberi per far piovere i piccoli sulle persone, o che saltino letteralmente nelle culle dei neonati attratte dall’odore del latte. Niente di tutto questo è vero, i serpenti sono creature affascinanti, per nulla “cattive”, che fanno solo ciò che devono per sopravvivere.
Perché è importante proteggere i rettili, anche quelli che ci fanno un po’ paura?
Perché sono un tassello fondamentale dell’ecosistema in quanto sia predatori (di micromammiferi, piccoli uccelli, altri rettili, invertebrati) e a loro volta prede (di grandi rapaci, di serpenti più grandi e mammiferi carnivori). Si teme ciò che non si conosce, ma l’importante è avere sempre rispetto. Peraltro, tutti i serpenti sono tutelati dalle direttive europee sull’habitat. Uccidere un serpente è un reato punibile dalla legge.
Intervista a cura di Selena Marvaldi





