È entrata nel vivo, davanti al tribunale collegiale di Imperia, l’istruttoria dibattimentale del processo che vede imputato un imprenditore edile accusato di appropriazione indebita e autoriciclaggio.
Secondo quanto emerso in aula, l’inchiesta è nata dalle denunce presentate nel 2022 dal fratello dell’imputato, con cui condivideva la titolarità di alcune società familiari. Queste denunce però non sono uniche, nel corso dell’ultima udienza, ve ne erano state altre in passato per percosse a testimoniare, secondo il PM dottor Salemi, un rapporto burrascoso tra le parti.
A seguito dell’ultima querela presentata però dal fratello, costituito oggi come Parte Civile e rappresentato dall’avvocato Giovanni Cicerano, la Guardia di Finanza ha avviato indagini approfondite che hanno portato alla formulazione di diverse accuse, tra cui l’appropriazione di denaro e beni aziendali, e l’utilizzo di fondi societari per operazioni immobiliari a titolo personale.
Nel dettaglio, l’imputato, difeso dall’avvocato Marco Bosio, è accusato di aver trasferito ingenti somme dai conti aziendali verso conti personali, anche intestati a terzi, e di aver tentato di acquistare all’asta la sede di una delle sue stesse società. Contestati anche diversi assegni, alcuni dei quali sarebbero stati impiegati per l’acquisto di un terreno. La difesa ha respinto tutte le accuse, sostenendo che le operazioni compiute dall’imputato siano da ricondurre a normali attività di gestione e assestamento dei bilanci societari e si è detta pronta a dimostrarne la legittimità nel corso del dibattimento.
Durante l’udienza, intanto, sul banco dei testimoni sono saliti gli operatori della Guardia di Finanza che hanno seguito le indagini raccontando la loro versione dei fatti e di come si sono svolte le ricerche delle attività illecite.






