Dovrà affrontare sei mesi di lavori socialmente utili presso le opere parrocchiali un cittadino macedone di 43 anni, accusato di falsità ideologica in atto pubblico. Il procedimento, in corso presso il Tribunale di Imperia, riguarda una presunta dichiarazione mendace resa nell’ambito della procedura per la conversione della patente di guida.
Secondo l’accusa, l’uomo – difeso dall’avvocato Davide La Monica del Foro di Imperia – avrebbe dichiarato di essere residente in Italia dal 2019, quando invece risultava stabilmente presente sul territorio nazionale fin dal 1999. Una discrepanza che non sarebbe di poco conto: per i residenti da oltre dieci anni, infatti, la normativa prevede l’obbligo di sostenere l’esame di guida per ottenere la validità del documento estero.
La dichiarazione, ritenuta non veritiera, ha fatto scattare l’imputazione per falsità ideologica. Il giudice ha comunque accolto la richiesta di messa alla prova e l’imputato inizierà quindi un periodo di sei mesi di attività non retribuita a favore della collettività, come stabilito dal programma approvato.






