E’ stato il sindaco ad aprire la seduta di oggi del Consiglio comunale, con l’illustrazione della pratica relativa all’acquisizione del compendio immobiliare dell’ex stazione ferroviaria di Porto Maurizio e delle aree di ex sedime ferroviario, comprese le gallerie e dell’ex casello di via Mazzini.
Dall’opposizione perplessità per la mancanza di un chiaro progetto di destinazione futura dell’ex stazione di Porto Maurizio
Spiega il sindaco Claudio Scajola: “Con questa pratica il Comune di Imperia acquisisce la proprietà di un compendio molto significativo. Si tratta di acquisire al patrimonio comunale l’ex stazione di Porto Maurizio, l’ex sedime ferroviario, l’ex locale dei facchini, il capannone deposito merci, tutta la parte di sedime che circonda i manufatti e anche i parcheggi, le gallerie Prino e Prarola e l’ex casello di Porto Maurizio.
Questa operazione sarà inserita nell’operazione complessiva dell’ex tracciato ferroviario. Il 18 giugno del 2025 abbiamo iniziato quest’opera con una manifestazione di interesse, cui hanno fatto seguito diversi incontri, qui e a Roma, con le Ferrovie. Tutto passa al Comune per un milione e 35 mila euro, oltre a spese notarili e Iva. Condizioni molto vantaggiose per un patrimonio molto importante”.
Il consigliere Lucio Sardi di Alleanza Verdi e Sinistra presenta un emendamento alla pratica e spiega: “Comprendendo questa operazione anche le ex gallerie ferroviarie, il Comune si fa carico di eventuali problemi manutentivi di natura ordinaria e straordinaria. E’ evidente che le Ferrovie hanno interesse a liberarsi di queste proprietà. Ho verificato la perizia sui valori dei beni ceduti e anche gli edifici necessitano di interventi.
Non c’è stata a mio giudizio una valutazione di quello che potrebbe essere in seguito un rischio elevato di interventi per il Comune e ho inserito nella delibera una clausola di salvaguardia che chiedo di approvare con questo emendamento, che prevede che si possa tenere conto di un ribasso qualora perizie fatte da tecnici rivelassero necessità di interventi di messa in sicurezza delle strutture”.
Sottolinea Luciano Zarbano di Imperia Senza Padroni: “È necessario distinguere due piani: da un lato il sedime ferroviario e le gallerie, già asfaltati e utilizzati come pista ciclabile – si tratta quindi di una regolarizzazione di una situazione di fatto. Ma resta aperta una domanda fondamentale: a che punto è l’acquisizione complessiva di tutta la tratta su cui insiste la ciclabile?
Diverso il ragionamento sugli immobili dell’ex stazione e del casello. In Commissione è emerso che non esiste ancora un progetto di utilizzo: le abitazioni interne saranno sgomberate e il destino del bar è incerto. Comprare oggi e decidere dopo cosa farne significa contrarre un debito senza visione. Un impegno di quasi 30 anni per i cittadini, senza sapere a cosa servirà davvero. In più, le perizie tecniche descrivono immobili degradati, privi di impianti funzionanti e certificazioni, che richiederanno ulteriori spese di recupero. Quindi non solo mutuo per l’acquisto, ma anche nuovi fondi per la riqualificazione.
La vera domanda politica è: ha senso vincolare risorse per 30 anni su immobili senza progetto, mentre la città ha urgenze immediate su scuole, strade, frazioni e impianti sportivi?
Noi non siamo contrari per principio. Ma prima servono due risposte chiare: quale sarà la destinazione d’uso concreta dell’ex stazione e del casello? Qual è il quadro economico completo, compresi i costi di recupero? Finché mancano queste risposte, più che una scelta lungimirante sembra un debito a scatola chiusa. Le cartoline sono belle, ma i conti li pagano i cittadini. Senza una rotta chiara, nessun vento sarà favorevole”.
Laura Amoretti di Società Aperta Imperia di Tutti annuncia “voto favorevole”, ma chiede una valutazione complessiva per giungere a scelte condivise sulle future destinazioni urbanistiche.
Daniela Bozzano del Pd invita a riflettere sui costi dell’operazione, evidenziando la mancanza di un chiaro progetto di destinazione futura.
Daniele Ciccione di Insieme dalla maggioranza plaude all’iniziativa. Debora Bellotti del Pd comprende la “logica di voler far diventare un bene di pregio e strategico un bene pubblico della collettività”, ma evidenzia alcune lacune: “la mancanza di una conoscenza di una funzionalità di quest’area. Per il momento è tutto molto vago. Poi un’altra area strategica in centro a Oneglia, che avrebbe potuto cambiare il volto della città finirà con un supermercato che è la morte della città. E’ un’occasione mancata. E’ scandaloso che si sia operato in maniera diversa per le due aree”.
Ivan Bracco del Pd sottolinea: “Il sindaco in Commissione ci ha detto che non sanno ancora cosa fare di queste aree e avremo un mutuo di circa 80 mila euro all’anno per acquisire queste aree. Mi sembra un azzardo, anche se concordo sul fatto che siano aree di pregio e storiche per la nostra città. Noi siamo un ente pubblico e dobbiamo avere finalità pubbliche. Senza contare che a poca distanza in linea d’aria avremo, se tutto andrà bene, anche l’ex Sairo con aree a disposizione di cui non sappiamo ancora cosa ne faremo. Concordo poi sulle critiche circa quanto fatto nell’area dell’ex stazione di Oneglia e il progetto privato che è previsto. Bisogna ragionare sul mettere a rendita le aree acquisite anche per far fronte al mutuo da pagare“.
Andrea Landolfi di Avanti dalla maggioranza sottolinea: “I costi se li parametriamo sono di 123 euro al metro quadro per gli spazi e poco più di 575 euro al metro quadro per gli edifici. E’ indubbio che è un’operazione conveniente per il Comune di Imperia”.
Matteo Fiorentino di Prima Imperia invita a “non valutare un’operazione strategica per il futuro solo dal punto di vista economico. E’ un intervento che si inserisce coerentemente all’interno di un disegno organico di riqualificazione e rilancio turistico di Porto Maurizio e dell’intera città“.
Antonello Motosso di Avanti parla di “un investimento fatto assolutamente a buon fine, perché questa città deve continuare a crescere“.
Alessandro Casano di Insieme dice: “L’acquisizione di queste aree è fondamentale e non credo sia necessario oggi parlare di progetti futuri, magari esprimendo solo idee al posto di cose concrete. Direi che è sufficiente oggi la notizia dell’acquisizione di queste strutture di pregio e mi sembra serio che non si buttino idee a vanvera sulla loro futura destinazione, lasciando la scelta a un dibattito futuro“.
Il sindaco annuncia entro breve l’avvio dei lavori di demolizione e bonifica dell’area adiacente all’ex stazione di Oneglia e dell’ex Carrettieri Moreno e Gandolfo
Interviene ancora il sindaco Claudio Scajola: “Abbiamo pensato che fosse necessario comprare subito questa stazione e tutta l’area, perché rimanesse al patrimonio pubblico e lo abbiamo fatto in tempi celerissimi. Giustamente la consigliera Bellotti dice che avremmo dovuto farlo anche per l’area dell’ex stazione di Oneglia. L’Amministrazione precedente alla mia, con una decisione che mi sento di condividere, decise di mettere una cubatura su quell’area per poterla sfruttare in fase di acquisizione dell’ex sedime ferroviario.
Quell’area è stata comprata per 15 milioni e credo che il Comune non avrebbe potuto acquisirla. Questa è la verità dei fatti. Nelle prossime settimane inizierà la demolizione di tutta quell’area, fino all’ex Carrettieri Moreno e Gandolfo, con la bonifica dei siti da anni abbandonati.
Per l’ex stazione di Porto Maurizio vedremo in futuro, certo le abitazioni che vi sono non sono più compatibili con lo sviluppo turistico cui è destinata la struttura. Vedremo. Le persone che vi abitano si accompagneranno in un percorso. L’emendamento di Sardi, poi, non è accettabile. E’ una zeppa infilata fra i raggi della bicicletta che sta andando. Inoltre c’è il parere dell’ufficio tecnico sulle strutture ed è stato fra le basi per esprimere la congruità dei valori“.
L‘emendamento del consigliere Lucio Sardi è stato bocciato e la pratica è stata invece approvata a maggioranza, con 20 voti favorevoli, zero contrari e 6 astenuti.






