Tempi stretti per chiudere la pratica della ciclabile sull’Incompiuta. Il Comune di Imperia ha convocato la conferenza dei servizi in modalità semplificata per approvare il progetto definitivo dello stralcio 3, quello che collegherà definitivamente Imperia a Diano Marina lungo la Ciclovia Tirrenica.
L’amministrazione comunale, come soggetto realizzatore, deve completare “una lunghezza complessiva di circa 900 metri (con un costo di oltre 1.3 milioni di euro) comprendente la tratta di 400 mt originariamente a carico della Regione Liguria” più altri 500 metri necessari “al collegamento con il segmento già realizzato“, si legge nella determina firmata dalla geometra Federica Maglio.
Le scadenze sono serrate: gli enti coinvolti – dal Ministero della Cultura alla Soprintendenza, dalla Regione alla Capitaneria di Porto – hanno tempo fino al 17 novembre per chiedere integrazioni e chiarimenti. Entro il 25 dovranno esprimere il loro parere, mentre per il 27 è fissata l’eventuale riunione decisoria.
La fretta è dovuta ai vincoli del PNRR. “Al fine di garantire il rispetto del principio di risultato previsto dal PNRR e assicurare il conseguimento degli obiettivi di interesse pubblico di realizzazione dell’opera”, si legge nel documento, la conferenza è stata convocata “con tempistiche accelerate“.
Nuova vita per l’Incompiuta: ecco cosa prevede il progetto
Il progetto prevede la trasformazione dei 920 metri di costa “compresa tra Via Angiolo Silvio Novaro e il confine con il Comune di Diano Marina”, secondo quanto descritto nella relazione tecnica firmata dall’architetto Silvia Rizzo.
Nel primo tratto, lungo circa 510 metri dalla Galeazza fino all’area dei lavori regionali, oltre alla ciclabile passeranno anche le auto. È prevista infatti “una nuova corsia di marcia per autoveicoli e ciclomotori a senso alternato” larga circa 4 metri, “con inserimento di due rotonde per l’inversione di marcia“. La corsia sarà “fisicamente separata dalla pista ciclopedonale mediante l’installazione di un mini new jersey in cemento bianco” alto 40 centimetri.
Lato monte verranno realizzati “parcheggi per auto e moto”, mentre sul mare troveranno spazio “un’area di sosta/relax – solarium” e “un belvedere su pianoro esistente” con la piantumazione di pini d’Aleppo, sedute, tavoli e portabiciclette.
Il secondo tratto, 410 metri fino al confine dianese, sarà invece diverso. Non ci saranno parcheggi ma “una fascia di terreno integrata a verde” lato monte. La carreggiata sarà riservata solo ai mezzi di emergenza, con “una barra automatizzata per la regolamentazione del traffico“: “questa tratta non è concepita per essere percorsa ordinariamente dai mezzi a motori ma come strada di emergenza“, precisa il progetto.
L’intervento prevede anche il “rifacimento della scogliera con interventi di scavo e riposizionamento di massi” e il “consolidamento strutturale del paramento murario” verso mare.
Saranno inoltre risanati i tunnel che passano sotto la strada con “rinforzo a flessione di solette in calcestruzzo armato esistenti”.
Per il verde, verranno piantate palme Washingtonia robusta, tamerici, jacaranda, oleandri, ma anche “raggruppamenti arbustivi” tipici della macchia mediterranea come lavanda, rosmarino, erica, ginestra, corbezzolo, agave e cactus.
L’obiettivo resta quello annunciato a ottobre dal sindaco Claudio Scajola: “aprire la strada entro la prossima primavera”.













