È in corso davanti al Tribunale il procedimento relativo a una vicenda avvenuta tra luglio e agosto 2021 a Imperia e che vede imputato un 33enne albanese. A dare origine al caso era stata la denuncia di un ragazzo ecuadoriano che aveva segnalato alla Polizia un’effrazione nella ditta dove lavorava e il presunto furto della propria auto. La vettura era stata ritrovata poco dopo parcheggiata in strada, integra e senza segni di danneggiamento.
Durante i rilievi eseguiti sull’infisso forzato, la Polizia Scientifica aveva individuato un’impronta digitale riconducibile al 33enne, circostanza che aveva indirizzato quindi le indagini nei suoi confronti.
Nel corso degli accertamenti, era stata segnalata dalla ditta anche la mancanza di alcuni utensili e materiale da lavoro, elemento che aveva portato a una perquisizione nell’abitazione dell’imputato.
All’interno dell’appartamento non sono stati trovati gli utensili spariti, ma erano stati rinvenuti diversi scatoloni contenenti prodotti di vario genere come colla vinilica e bottiglie di vino. Per l’accusa si trattava di merce trattenuta indebitamente, la difesa rappresentata dall’avvocato Luca Brazzit, sostiene invece che fossero colli destinati alla consegna e non ancora smistati dal 33enne che all’epoca dei fatti lavorava per una ditta di consegne.
Nell’udienza odierna il Tribunale ha ascoltato alcuni testimoni, che hanno fornito diverse ricostruzioni sui fatti. Il proseguo dell’istruttoria, con l’esame dell’imputato, è fissata per il 23 febbraio 2026.






