16 Aprile 2026 08:31

Imperia: caso Ispettori nel Comando della Polizia locale, il Diccap fa chiarezza. “Nessuna caccia alle streghe”

In breve: Caso Ispettori, il sindacato chiarisce: "Volevamo solo tutelare i colleghi"

Dopo l’articolo di ieri, pubblicato dal nostro giornale, in merito alle tensioni interne al Comando di Polizia locale, il Diccap, sigla che riunisce diverse organizzazioni sindacali, interviene per chiarire la propria posizione.

Caso Ispettori, il sindacato chiarisce: “Volevamo solo tutelare i colleghi”

Il sindacato, per voce del suo rappresentante Claudio Mascella, spiega: “È importante chiarirlo una volta per tutte: il DICCAP (Dipartimento Autonomie Locali e Polizie Locali) non ha mai messo in dubbio la correttezza professionale o l’onestà dei colleghi recentemente inquadrati come Ispettori.

La nostra segnalazione all’Ispettorato per la Funzione Pubblica, così come il quesito inoltrato al Ministero e richiamato anche nell’articolo, avevano e hanno un unico obiettivo: verificare lapiena regolarità giuridica della Delibera di Giunta n. 215/2025 del Comune di Imperia, che attribuiva funzioni di “coordinamento e controllo” e il grado di Ispettore a personale inquadrato nell’Area degli Istruttori, con relativa indennità ex art. 97 CCNL.

Come è noto, il Comune stesso, con nota del Segretario Generale, ha riconosciuto che il riferimento alle funzioni di “controllo” nei confronti di personale di categoria inferiore costituiva un mero refuso, impegnandosi a correggere l’atto e a uniformarlo al dettato normativo.

Dunque più che un “giallo”, siamo davanti a un tipico caso di formulazione imprecisa che, se non sanata, avrebbe potuto produrre ricadute operative e giuridiche pesanti proprio sui colleghi coinvolti.

Per spiegare il senso della nostra iniziativa basta un esempio semplice: se un collega, sulla base di un atto scritto in modo ambiguo, firmasse un sequestro preventivo ai sensi dell’art. 321 c.p.p.come Ufficiale di Polizia Giudiziaria senza averne formalmente la qualifica, rischierebbe in prima persona conseguenze penali e disciplinari. In una situazione del genere, chi lo tutela? Il nostro compito è fare in modo che nessun lavoratore si trovi esposto a questo tipo di rischi per colpa di atti scritti male o in contrasto con la normativa.

Proprio per questo ci stupisce e dispiace l’animosità e il rancore che sembra essersi creato tra colleghi all’interno del Comando per una vicenda che, nei fatti, riguarda un refuso ormai riconosciuto e in via di correzione.

Non c’è nessuna “caccia alle streghe”, né tantomeno la volontà di “smascherare truffe”: c’è solo la convinzione che qualsiasi irregolarità, anche formale, non possa essere taciuta, indipendentemente da chi ne tragga vantaggio o svantaggio in quel momento.

Il sindacato, quando segnala criticità sugli atti, non “ce l’ha” con i colleghi interessati: li sta tutelando, insieme all’Amministrazione, da eventuali contenziosi futuri. Che questo possa dispiacere a qualcuno sul piano personale è comprensibile; che si arrivi a trasformare un confronto tecnico-giuridico in uno scontro tra lavoratori è, quello sì, profondamente ingiusto.

Per queste ragioni ringrazio la redazione di ImperiaPost per aver riportato con chiarezza che non esistono esposti che parlino di “truffe” a carico dei colleghi, ma solo richieste di chiarimento sulle funzioni e sui gradi attribuiti, nell’interesse dell’intero Corpo e della collettività“.

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