6 Maggio 2026 19:04

Porto di Imperia, i consiglieri PD Bellotti e Verda: “Operazione di speculazione edilizia con scarsa solidità economica”

I consiglieri comunali del Partito Democratico Deborah Bellotti ed Edoardo Verda intervengono sul dibattito relativo al futuro del porto turistico di Imperia e alla questione del presunto “regalo” agli ex proprietari dei posti barca, chiarendo la loro posizione e sollevando forti criticità sul progetto attualmente in discussione.

!In merito al futuro del porto di Imperia e al recente dibattito sul “regalo” agli ex proprietari dei posti barca, vogliamo chiarire la nostra posizione e sollevare alcune gravi preoccupazioni.

Le delibere proposte in passato si fondavano su un principio etico e politico: correggere un torto subito da coloro che avevano investito nella città e che, in buona fede, avevano creduto nel futuro di Imperia. Un “investimento” fondato su un interesse pubblico, destinato a rimettere in moto l’economia locale, anche tramite l’acquisizione immediata di risorse per il rilancio del porto.

Una vicenda complessa e importante che però non deve distrarre dal vero problema che risiede nel progetto proposto: in sostanza un’operazione di speculazione edilizia con scarsa solidità economica. Il Piano Economico Finanziario, infatti, non solo ha previsto un aumento imponente dei costi e dei volumi edificabili, ma ha anche inserito progettazioni faraoniche, come la costruzione di residenze di pregio, palazzi da 50.000 mc e un albergo di lusso. Questi progetti, oltre a essere irrealistici, sono difficilmente sostenibili sul piano economico e territoriale.

La possibilità di un aumento dei costi solleva seri interrogativi sul futuro del progetto, considerando che il mercato è cambiato, come confermato dallo stesso sindaco. La tendenza, infatti, è passata dall’acquisto alla locazione dei posti barca, il che potrebbe ridurre ulteriormente gli introiti attesi.

La storia recente di Imperia ci insegna che operazioni di questo tipo portano con sé solo il rischio di una ulteriore mala gestione delle risorse pubbliche.

Un approccio diverso e con un progetto più snello e sostenibile avrebbero permesso di realizzare un porto operativo in tempi rapidi, focalizzato su attività produttive e servizi al porto, senza ricorrere a speculazioni edilizie. E avrebbe permesso di coinvolgere investitori interessati a costruire una vera infrastruttura portuale, anziché montagne di cemento, alberghi di lusso che rischiano di restare sulla carta.

La gestione “privatistica” della concessione che sta prevalendo non è la soluzione. Il porto non è di chi ne detiene la concessione, ma della città, dei cittadini, delle imprese locali che ne trarranno beneficio.

C’è il rischio di ritrovarci, ancora una volta, con un porto incompiuto – e a seguito di ciò una concessione decaduta – ed un’economia locale sempre più fragile. I cittadini di Imperia meritano una visione chiara e realistica del futuro, un porto che metta al centro degli interventi l’interesse pubblico e lo sviluppo sostenibile della nostra città, non un’illusione sproporzionata alla realtà”.

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