6 Maggio 2026 17:55

Riviera Trasporti: la sintesi della triste storia dei bus a idrogeno finita nel mirino della Corte dei Conti

In breve: I passaggi chiave del fallimentare progetto dei bus a idrogeno per il quale sono nei guai con la Corte dei Conti 19 fra dirigenti e amministratori di Rt

Il progetto dei bus a idrogeno della Riviera Trasporti, finito nel mirino della Corte dei Conti, come anticipato ieri in esclusiva dal nostro giornale, aveva preso il via ufficialmente il 1° gennaio 2012, con scadenza entro quattro anni e successiva proroga al 2019. Inizialmente Rt aveva preventivato di ricevere oltre 4,8 milioni dall’Unione Europea, un milione e mezzo dalla Regione e altri 3,5 milioni dalla Fondazione Carige, per un totale di oltre 9 milioni e 800 mila euro.

I passaggi chiave del fallimentare progetto dei bus a idrogeno per il quale sono nei guai con la Corte dei Conti 19 fra dirigenti e amministratori di Rt

Quanto al finanziamento da parte di Carige, il rapporto che la Guardia di finanza ha consegnato alla Procura della Corte dei Conti ha evidenziato che “in data 18 novembre 2013, è stata stipulata apposita scrittura privata tra la Fondazione Carige e Riviera Trasporti Spa, nella persona dell’Amministratore delegato (all’epoca Enzo Teodoro Amabile – ndr), nell’ambito della quale la Fondazione si impegnava al versamento complessivo di euro 3.500.000,00 di cui: euro 1.150.000,00 dovuti a titolo di prezzo (Iva compresa) per l’acquisto del terreno su cui sarebbe sorto il distributore (con annesso impianto di produzione) di idrogeno ed euro 2.350.000,00 da imputare al sostegno del progetto”.

In seguito la Fondazione Carige si ricorda improvvisamente di non potere, per statuto, concedere erogazioni a fondo perduto a società che, come Rt, hanno fini di lucro e quindi fa improvvisamente marcia indietro. Per tappare la falla con la Fondazione, legata all’acquisto del terreno dove sarebbe dovuta sorgere la stazione di rifornimento per i bus a idrogeno, Rt cede alla stessa Fondazione il terreno di valle Armea e si impegna a pagare un canone annuo di affitto di 45mila euro.

Il canone alla Fondazione viene pagato negli anni a seguire, come previsto anche dal piano concordatario anti fallimento di Rt, nonostante il terreno non serva a nulla e per questo la Corte dei Conti ha chiamato in causa anche gli attuali dirigenti e amministratori, oltre, ovviamente, a quelli che li hanno preceduti.

Nel 2015 l’Unione Europea, a seguito di revisione intermedia e verificati ritardi nell’esecuzione del progetto e in assenza di alcuna esperienza operativa maturata dai cinque autobus acquisiti, ne ha consigliata la riduzione a tre, prorogando il termine di completamento del progetto al 31 dicembre 2019. E Riviera Trasporti rimodula il progetto in questo senso, cedendo due bus alla ditta fornitrice che in seguito entrerà nel concordato anti fallimento di Rt per un credito di 700mila euro che non gli erano stati versati.

Le cifre previste nel piano concordatario potranno forse essere una freccia nell’arco della difesa degli amministratori subentrati in Rt soltanto dopo questa fase, che dovranno rispondere entro la fine del gennaio prossimo alla Procura della Corte dei Conti.

Nel settembre 2015 Riviera Trasporti, attraverso il Direttore Generale Sandro Corrado rinuncia all’acquisto di 14 bus a gasolio per spendere un milione e 940mila euro della Regione a sostegno del progetto dei bus a idrogeno, che ha subito il taglio del finanziamento europeo ed è divenuto ormai un pozzo senza fondo.

Il 22 novembre 2021 il Consiglio d’amministrazione di Riviera Trasporti, di fronte a una sempre più pesante crisi societaria, delibera la dismissione dei beni non strategici, tra i quali i tre autobus a idrogeno rimasti e il diritto di superficie ventennale in essere con la Fondazione Carige.

Rt punta a vendere i tre bus peraltro ormai deprezzati, ma la Guardia di finanza li troverà, durante le indagini dello scorso anno, abbandonati in un deposito di Sanremo. Mentre il terreno della mancata stazione di rifornimento versa in stato di abbandono.

Finisce così miseramente il tanto sbandierato progetto innovativo dei bus a idrogeno, che ha contribuito soltanto ad incrementare la crisi finanziaria di Rt.

Da qui comincia, invece, una storia nuova, quella che abbiamo anticipato ieri e che vede 19 fra dirigenti e amministratori presenti e passati di Rt ai quali la Procura della Corte dei Conti chiede di risarcire, a vario titolo e vari importi, un danno erariale, che complessivamente ammonta a € 1.056.398,55“.

La sintesi della richieste complessive di danni erariali a dirigenti e amministratori di Rt

Teodoro AMABILE: € 82.000,00;

Sandro CORRADO: € 205.398,55;

Federico FONTANA: € 52.000,00;

Giancarlo GHINAMO : € 138.000,00;

Gianfranco BENZO : € 88.000,00;

Roberto BARLA : € 88.000,00;

Katia GIORDANO : € 54.000,00;

Marina AVEGNO : € 42.000,00;

Marcello MORALDO : € 42.000,00;

Pellegrina MARENCO : € 22.000,00;

Riccardo GIORDANO : € 59.000,00;

Paola CASTELLI : € 59.000,00;

Andrea PIANA : € 59.000,00;

Giovanni BARBAGALLO : € 7.000,00;

John PASQUI : € 15.000,00;

Sara LERCARO : € 15.000,00;

Nicoletta CRISTIANI : € 15.000,00;

Maurizio TEMESIO: € 7.000,00;

Valentino ZANIN : € 7.000,00.

A cura di Andrea Pomati

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