Il GOP (Giudice Onorario di Pace) del Tribunale di Imperia Cristina Zeppa ha deciso di non convalidare un’ordinanza di espulsione mediante accompagnamento alla frontiera emessa dalla Questura di Imperia nei confronti di un cittadino tunisino di 23 anni, ritenuto irregolare sul territorio nazionale.
Giudicati irregolari due provvedimenti emessi dalla Questura di Novara e da quella di Imperia contro un cittadino tunisino
Il provvedimento era stato emesso dal Prefetto di Imperia il 9 dicembre in seguito al rifiuto da parte della Questura di Novara di rilasciare il permesso di soggiorno al 23enne. Sempre in data 9 dicembre al cittadino tunisino era stato, inoltre, notificato l’ordine di accompagnamento alla frontiera emesso dal Questore.
I provvedimenti in questione sono stati immediatamente impugnati dal difensore di fiducia del ragazzo, l’avvocato Hakan Eller del Foro di Imperia, che ha giudicato irregolari sia il documento emesso dalla Questura di Novara sia quello della Questura di Imperia.
Nello specifico, secondo quanto sostenuto dal difensore del cittadino tunisino, il documento emesso dalla Questura di Novara sarebbe stato privo dei motivi ostativi del diniego del permesso di soggiorno, mancanza che avrebbe quindi impedito al richiedente di formulare le proprie memorie difensive (per legge avrebbe diritto di ricorrere al TAR entro 60 giorni).
A questa prima irregolarità se ne sarebbe aggiunta un’altra relativa al lavoro svolto dalla Questura di Imperia. Sebbene il ragazzo non parli la lingua italiana, ma solo l’arabo, la trascrizione dell’intervista rilasciata dal giovane alla Questura non sarebbe stata sottoscritta da un interprete, rendendo impossibile provare la sua presenza al momento della stessa.
La Giudice Cristina Zeppa, nel corso dell’udienza tenutasi nella mattinata del 10 dicembre, ha accolto le tesi presentate dall’avvocato Eller, contro le quali si erano invece nuovamente espressi i rappresentanti della Questura, decidendo di non convalidare il provvedimento di espulsione. In occasione dell’udienza in tribunale, inoltre, il 23enne ha formalmente fatto richiesta di protezione internazionale.






