Un comunicato dai toni duri e fortemente polemici quello diffuso da Non Una Di Meno Ponente Ligure, che interviene sulla recente decisione del vescovo di Imperia-Albenga Suetta di far installare una campana sulla curia, destinata a suonare ogni sera alle 20 in memoria dei bambini non nati. Una scelta che, tra gli altri, anche il collettivo femminista contesta apertamente, denunciando quella che definisce una strumentalizzazione simbolica e politica del tema dell’aborto e rivendicando con forza il diritto all’autodeterminazione delle donne.
“È notizia del 29 dicembre che il vescovo Suetta ha fatto installare sul tetto della curia una campana che risuonerà ogni sera alle 20 per ricordare i bambini non nati a causa dell’aborto.
C’è da stupirsi? Diciamo di no.
Da sempre Suetta si è contraddistinto per le sue posizioni contro la legge 194, ottenuta a seguito di lunghe lotte dei movimenti femministi, per le sue posizioni contro la comunità Lgbtqia* e per la sua vicinanza e partecipazione ad eventi organizzati da partiti della destra che governa questo paese.
Non ci spaventano certamente le sue campane. E non ci importa neanche molto di ricordargli che nel nostro Paese la legge “sulla tutela sociale della maternità e sull’interruzione di gravidanza” viene quotidianamente disattesa con un altissimo tasso di obiettori di coscienza e che i consultori, nati come spazi pubblici e gratuiti di cura e accesso alla salute riproduttiva e ai mezzi contraccettivi, da anni vengono progressivamente smantellati da tagli al welfare e alla sanità pubblica.
Come abbiamo detto, scritto ed urlato più volte, Suetta è espressione di quel ritorno al Medioevo, che mai faremo ritornare, che se ne facciano una ragione lui e i suoi politici di riferimento.
La propaganda fascista e patriarcale che si nasconde dietro a queste campane vuole suggerire che abortire sia una vergogna, un atto immorale, ma noi rifiutiamo tanto questo concetto quanto l’immaginario che vorrebbe collegare la scelta di abortire soltanto a povere donne disperate o costrette a farlo.
Libera scelta significa libera scelta, nessuno deve permettersi di giudicare. “Ma quale stato, ma quale Dio, sul mio corpo decido io” non è solo uno slogan perché spetta solo a noi decidere del nostro corpo, decidere di diventare madri o di abortire.
Quand’è che Suetta deciderà di suonare le campane per i bimbi uccisi a Gaza (ha forse paura di essere considerato fautore di Hamas?) o nelle varie guerre portate da noi occidentali in giro per il mondo?
Nel frattempo, faremo suonare le campane dei nostri corpi godendo più che si può con chi sceglieremo di farlo. Questo sì che è un inno alla vita, non le campane che suonano a morte!!!“






