5 Maggio 2026 22:12

Venezuela, AVS Imperia contro l’azione Usa: “Verso un abisso imperialista globale”

Una presa di posizione netta contro l’escalation militare degli Stati Uniti in Venezuela arriva da Alleanza Verdi e Sinistra di Imperia e della Liguria. In un documento diffuso a livello regionale, la coalizione denuncia l’azione ordinata dal presidente Donald Trump come un grave attacco al diritto internazionale e ai principi di legalità costruiti nel secondo dopoguerra, inserendo quanto sta accadendo in un quadro più ampio di crisi globale, conflitti armati e ritorno a una logica di potenze imperiali. Un appello che chiama alla mobilitazione e alla difesa dei valori di pace, democrazia e giustizia.

L’azione militare degli Stati Uniti e il rischio di una deriva imperialista

L’azione militare ordinata da Trump per spodestare il presidente venezuelano Maduro e soprattutto per riprendere il controllo delle imponenti risorse petrolifere di quel paese, rischia di essere l’ultimo e più pericoloso passo verso l’abisso imperialista del pianeta.

La decisione del presidente Usa può infatti diventare il colpo definitivo ai principi di legalità internazionale costruiti nel secondo dopoguerra, pienamente assunti dall’Europa (in particolare con la costituzione della Corte Penale Internazionale), che li scrisse col sangue e sulle macerie dell’ultimo conflitto mondiale di cui fu epicentro.

Il diritto internazionale mai così in discussione

Non è mai messa radicalmente in discussione come ora una visione degli equilibri mondiali basata su principi di legalità, civiltà e rifiuto della logica della guerra.
Una visione che già in passato è stata più volte tradita anche dalle democrazie occidentali – come nel caso delle false prove portate all’Assemblea Onu dagli Usa sulle armi del regime di Saddam per giustificarne l’invasione, o per le azioni eversive coperte contro legittimi governi, come nel caso del Cile di Allende nel 1973 – ma mai con questa sfrontatezza.

Ucraina, Palestina e la normalizzazione della guerra

Stiamo vivendo il triennio del conflitto ucraino, con la drammatica e non riuscita tentazione dell’Occidente di eliminare per via bellica il ruolo di “potenza imperiale” della Russia di Putin. Putin che oggi proprio Trump ha riabilitato lavorando, senza ancora riuscirci, per una soluzione del conflitto imposta sulla pelle degli ucraini e priva delle condizioni utili a stabilizzare l’area.

Abbiamo assistito al biennio del genocidio palestinese a Gaza dopo il terribile episodio della strage del 7 ottobre, in cui è stata data, da Trump ma anche dai governi europei e in particolare dal nostro, copertura politica al governo criminale israeliano di Benjamin Netanyahu.
Un governo che oggi, in barba al mandato di cattura della Corte Penale Internazionale che saremmo tenuti a far rispettare, è autorizzato dal nostro paese a sorvolarne lo spazio aereo.

Un mondo diviso in sfere di influenza

In tale quadro, la decisione di Trump di rovesciare il governo di un paese sovrano usando strumentali accuse sul suo presidente, ma con il dichiarato scopo di prendere il controllo delle sue riserve energetiche, rompe gli argini per il dilagare di un governo del mondo su base imperiale.

Una mappa del potere mondiale in cui:

  • Gli Stati Uniti dominano sulle Americhe, Groenlandia compresa, e puntano a condizionare e colonizzare economicamente l’Europa;
  • La Russia mantiene il controllo sull’area caucasica e dell’Est Europa, premendo sulle democrazie più fragili;
  • La Cina consolida la sua presenza in Africa e potrebbe tentare il colpo di mano su Taiwan;
  • Israele agisce come potenza regionale nel Medio Oriente, portando avanti la cancellazione della causa palestinese.

Europa e Italia a rischio marginalizzazione

Un abisso imperialista in cui rischiamo di precipitare e che espone il pianeta a enormi rischi di destabilizzazione, proprio mentre l’unica vera guerra da combattere dovrebbe essere quella contro i cambiamenti climatici.

In assenza di una strategia comune, l’Europa rischia la marginalizzazione, insieme alla sua cultura della democrazia, dei diritti e della giustizia.
In questo quadro, l’Italia – a causa della posizione subalterna a Trump del governo Meloni – rischia di diventare il varco per indebolire il progetto europeo nato dal Manifesto di Ventotene.

Un appello alla mobilitazione

Serve di nuovo una presa di coscienza collettiva, diversa nelle forme ma uguale nella passione a quella che ha contribuito a liberare l’Europa dalla dittatura nazi-fascista.
Serve uno slancio che restituisca senso alle parole libertà, giustizia, eguaglianza sociale, contrastando la logica bellicista che anestetizza le coscienze.

Occorre leggere, ascoltare, riflettere ed esserci.
Per questo Alleanza Verdi e Sinistra sarà presente e sosterrà tutte le iniziative di difesa del diritto internazionale e di condanna dell’azione degli Usa di Trump in Venezuela che si terranno nei prossimi giorni in Liguria.

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