Si è riunito nel tardo pomeriggio di oggi, 3 febbraio, in Comune a Imperia un nuovo incontro del tavolo antimafia. Protagonista della serata l’avvocato Giuseppe Maria Gallo, cassazionista dello Studio Legale di Genova, chiamato a relazionare sui possibili rischi di infiltrazioni della criminalità organizzata sul territorio.
Ad aprire i lavori il sindaco Claudio Scajola, che ha spiegato le ragioni di questo percorso di monitoraggio avviato dall’amministrazione
Il tavolo ha lo scopo di tenere alta l’attenzione verso possibili infiltrazioni della criminalità organizzata
Nel corso degli incontri, oltre all’ex prefetto Valerio Massimo Romeo, sono stati coinvolti le categorie economiche e le forze sindacali , per capire se vi fossero sensazioni o segnali di infiltrazioni sul territorio. Dalle valutazioni emerse, secondo il sindaco, non ci sarebbero al momento elementi di preoccupazione sul territorio del Comune di Imperia.
L’audizione dell‘avvocato Gallo era stata proposta dal consigliere di minoranza Luciano Zarbano ed è la prima volta che il tavolo ascolta un legale.
L’avvocato ha confermato quanto emerge dalle relazioni della DIA: a Imperia la criminalità organizzata non esiste in senso strutturato. Il problema, ha spiegato, riguarda semmai i rischi di infiltrazione, come dimostrato dall’interdittiva antimafia dello scorso anno che ha portato all’esclusione della ditta M&B dai lavori per il bus navetta. Un tema che deve rimanere sempre presente nell’attenzione delle istituzioni.
Gallo ha comunque evidenziato alcuni segnali critici sul territorio, legati però a elementi circoscritti e isolati, come fatti di droga e spaccio registrati a Diano Castello.
Al tavolo, oltre al sindaco Scajola e all’avvocato Gallo, hanno partecipato consigliere di maggioranza Davide La Monica e la consigliera di opposizione del Pd Debora Bellotti. In sala anche altri consiglieri di minoranza e maggioranza.
Spiega l’avvocato Giuseppe Maria Gallo al nostro giornale: “Si affronteranno tematiche generali a leggere l’oggetto della convocazione relative all’analisi di eventuali fenomeni di criminalità organizzata esistente sul territorio, onde anche stabilire percorsi e strumenti idonei a fronteggiare le eventuali minacce della stessa criminalità organizzata.
Gli strumenti sono molteplici. Intanto ci sono strumenti di carattere istituzionale, mi riferisco alla Commissione Antimafia, che è uno strumento di analisi e di diffusione soprattutto della cultura della legalità.
E poi ci sono anche strumenti sindacali, come il DASPO, che però non hanno un’attenenza diretta, un riverbero diretto in riferimento alla criminalità organizzata, ma riguardano invece soggetti potenzialmente pericolosi sul territorio.
Sono queste i principali strumenti per resistere ad eventuali infiltrazioni, oltre evidentemente ad un dialogo che deve essere comunque costante fra l’amministrazione comunale e la Prefettura al fine eventualmente di consentire alla stessa Prefettura di emettere l’interdittiva antimafia”.










