9 Maggio 2026 13:51

Imperia: iniziano il Ramadan e la Quaresima. “Digiuno, preghiera e carità per cristiani e musulmani”

Prende il via questa sera al tramonto il mese di “Ramadam”, che i fedeli musulmani dedicano al digiuno, alla preghiera e alla carità. Un periodo sacro per i circa 2 mila musulmani imperiesi.

Condizione sine qua non la sincerità del credente, che digiuna per ottenere la soddisfazione di Dio

Quest’anno il Ramadan coincide con la Quaresima cristiana creando un’occasione unica di dialogo interreligioso. Il presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia, Yassine Baradai, ha inviato una lettera personale al cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, per sottolineare la straordinaria convergenza tra il digiuno islamico e quello cristiano.

«Una coincidenza provvidenziale — scrive Baradai nella lettera al card. Zuppi —. Mentre i musulmani digiunano per il Ramadan e i cristiani per la Quaresima, possiamo scoprire che le nostre tradizioni parlano la stessa lingua: quella della misericordia, della preghiera e della carità. Digiuniamo fianco a fianco per la stessa umanità.»

Quale fenomeno sociale che riguarda l’Italia intera, Ramadan trasforma visibilmente il tessuto sociale delle città italiane. Le moschee e i centri islamici in tutta Italia diventeranno punti di aggregazione quotidiana per le preghiere serali (Tarawih) e per l’Iftar, il pasto di rottura del digiuno.

«Quest’anno chiediamo alle nostre comunità di aprire le porte — prosegue Baradai—. Vogliamo che ogni italiano curioso possa entrare, sedersi alla nostra tavola, condividere un dattero e una conversazione. L’integrazione si costruisce a tavola, non nei talk show.»

Un pensiero alla comunità globale (Umma). L’UCOII ricorda che questo Ramadan si apre mentre milioni di musulmani nel mondo vivono in condizioni di estrema sofferenza: in Palestina, dove la popolazione di Gaza affronta una crisi umanitaria senza precedenti; in Siria, in Sudan, in Yemen e in molte altre aree di conflitto.

«Digiuneremo pensando anche a chi non ha scelta se mangiare o meno — conclude Baradai —. La solidarietà non ha confini e Ramadan ce lo ricorda ogni giorno.»

Un mese dedicato alla preghiera e alla spiritualità

Il mese di Ramadan è vissuto attraverso momenti di preghiera collettiva serale, durante i quali viene data lettura del Corano. 

Sono dispensati dal digiuno gli anziani, i malati, le donne in stato di gravidanza o in fase di allattamento e chi è in viaggio. Anche coloro che non si sentono di digiunare per motivi di salute possono evitare di farlo, ma, in questo caso, o recupereranno il digiuno in seguito, oppure faranno precise azioni di carità nei confronti di bisognosi.

musulmani che sono in grado di espletare il precetto divino, sono religiosamente tenuti ad astenersi dal cibo, da ogni bevanda (acqua compresa) e dai rapporti sessuali dalla prima luce dell’alba fino al tramonto del sole (dalle 6 alle 18 circa). 

La notte non è fatta per recuperare con bagordi, ma per veglie di preghiere e meditazione. Poi, un’ora prima dell’ora d’inizio la famiglia musulmana fa il “sahur” l’ultima colazione e si prepara alla giornata di digiuno.

Condizione sine qua non la sincerità del credente, che digiuna per ottenere la soddisfazione di Dio…poiché per quelli che digiunano per imitazione pedissequa o per non dispiacere alla propria comunità di riferimento, c’è un detto del Profeta Muhammad (pbsl) “Ci sono persone che del digiuno avranno solo la fame e la sete”.

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