Mentre in città impazza il Festival di Sanremo 2026, questa mattina lo specchio acqueo antistante il porto ha ospitato un’imponente esercitazione della Guardia Costiera sulla sicurezza in mare. Lo spettacolo non è passato inosservato, dalla banchina, centinaia di curiosi si sono fermati ad osservare le operazioni, con gli occhi puntati sull’acqua.
I giornalisti presenti hanno avuto la possibilità di seguire le operazioni in prima linea, salendo a bordo della nave ammiraglia Visalli, al comando del tenente di vascello Simone Catani, che li ha accompagnati nelle acque antistanti il porto per documentare da vicino l’esercitazione.
Lo scenario simulato era quello di un incendio a bordo di un natante da diporto, con due persone in mare da soccorrere
Per l’occasione è stato simulato il recupero di naufraghi in mare da una barca che ha preso fuoco. In azione sono intervenuti i mezzi della guardia costiera, soccorritori marittimi e un elicottero.
Le operazioni si sono svolte in modo coordinato: uno dei naufraghi è stato recuperato dai mezzi navali della Guardia Costiera, tra cui anche una moto d’acqua, mentre il secondo è stato issato a bordo dell’elicottero tramite verricello.
L’esercitazione si è conclusa con un momento quasi scenografico: la sfilata dei mezzi della Guardia Costiera e l’inchino dell’elicottero verso la sede a terra della Guardia Costiera.
Spiega il capitano di vascello Roberto D’Arrigo, capo ufficio comunicazioni
“Avete assistito oggi, da bordo di nave Visalli, a una delle classiche esercitazioni complesse della Guardia Costiera in materia di soccorso in mare.
Qui, a largo di Sanremo, ma la Guardia Costiera non è a Sanremo soltanto per il Festival: l’Ufficio Circondariale Marittimo, almeno dal 1948, è quello che vedete alle nostre spalle, in un porto dove il turismo e la vocazione portistica sono assolutamente di casa e dove il messaggio che noi vogliamo fare passare, in questa settimana di massima attenzione, è quello della sicurezza in mare.
Avete assistito a un nostro intervento con un elicottero Nemo della Guardia Costiera, per il recupero di un naufrago in mare a seguito di un incendio a bordo di un’unità da diporto, ovviamente simulato, e all’intervento congiunto di una motovedetta classe 300, dedicata al soccorso e alla ricerca in mare, e di mezzi minori, che sono quelli che, durante la stagione estiva, la stagione balneare, sorvegliano e pattugliano le nostre coste“.
A cura di Alessandro Moschi






