15 Aprile 2026 01:06

Zarbano, Imperia Senza Padroni, sul referendum della giustizia: “Meno tifoserie, più confronto vero”

Luciano Zarbano del Gruppo Consiliare Imperia senza Padroni ha inviato un comunicato stampa sul tema del referendum sulla giustizia dichiarando: “Meno tifoserie, più confronto vero”. Ecco il testo integrale.

A poche settimane dal referendum sulla giustizia, il clima del dibattito pubblico si sta facendo sempre più acceso. Il rischio, però, è evidente: trasformare una riforma dai forti contenuti tecnici in un’arena di scontro politico permanente, che prende sempre più le connotazioni di opposte tifoserie di calcio.

Quando si sovrappongono piani diversi – quello tecnico e quello politico – il risultato non è un chiarimento, ma una semplificazione forzata che finisce per danneggiare la qualità del confronto. E, soprattutto, si rischia di generare confusione tra gli elettori.

In provincia si stanno moltiplicando gli eventi informativi sul tema. Ho partecipato personalmente a due distinte iniziative: una a sostegno del “sì” ed una a sostegno del “no”. Esperienze diverse, che meritano attenzione.

Nel secondo caso, al termine della relazione del conferenziere, ho chiesto la parola per proporre alcuni spunti di riflessione su passaggi che ritenevo meritevoli di approfondimento da parte dell’oratore. L’obiettivo era semplice: comprendere meglio i contenuti della relazione, maturare una posizione e votare consapevolmente. Il mio intervento – durato complessivamente meno di dieci minuti – è stato interrotto più volte, ma grazie agli organizzatori è stato completato. Non voglio ipotizzare che le interruzioni siano state motivate da una valutazione prognostica sul mio contributo di pensiero che fosse più favorevole al “sì”.

Diversamente, nell’incontro a favore del “sì”, nessuno ha interrotto il mio intervento.

Non è una questione personale. È una questione di metodo. In un confronto democratico, l’ascolto e la libertà di porre domande sono condizioni essenziali. Zittire una voce perché ritenuta “non allineata” non rafforza una posizione: la indebolisce. E, soprattutto, allontana l’obiettivo principale di ogni dibattito pubblico: mettere i cittadini nelle condizioni di scegliere in modo libero ed informato.

Quindi l’enunciazione delle ragioni del “sì” e del “no” su questo referendum non devono diventare un terreno di scontro tra tifoserie opposte. Non si tratta di vincere contro qualcuno, ma di aiutare gli elettori a comprendere con rigore metodologico, rispettando chi la pensa diversamente e garantendo trasparenza nei confronti degli elettori stessi.

Perché la qualità della democrazia non si misura dal volume delle voci, ma dalla capacità di ascoltarle tutte.

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