Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa della sezione imperiese di Socialismo XXI a proposito dell’attacco israelo-statunitense in Iran.
L’intervento del segretario imperiese di Socialismo XXI Nicola Puppo
Scrive il segretario imperiese Nicola Puppo: “Come tutti noi abbiamo potuto constatare nelle ultime 48h il mondo che conoscevamo, con il suo ordine ed il suo equilibrio internazionale, ancora una volta si è sgretolato sotto la pressione di tensioni e rivalità vecchie di decenni.
Inoltre, sarebbe avvenuto un evento senza precedenti, almeno in questa forma, ovvero l’uccisione (tramite tre missili) del leader supremo della Repubblica Islamica dell’Iran da parte israeliana, che altro non fa che aggravare le ansie dei paesi di media grandezza per la propria sicurezza.
Socialismo XXI Secolo tiene a riaffermare quanto già dichiarato durante l’ultimo conflitto che vide coinvolti l’Iran e l’Occidente, tutto ciò riassumibile in quattro punti:
- Per quanto condanniamo il regime ed i metodi di Teheran, e sicuramente vediamo in una buona luce una transizione democratica sotto Ciro Reza Pahlavi, altrettanto poniamo attenzione a come storicamente mai un regime è veramente morto per via di un’operazione esterna e che quindi questo onere possa essere solo portato avanti dal popolo iraniano.
- Questo attacco statunitense ed israeliano non solo porta ad un’escalation evitabile, già prontamente denunciata all’ONU da Russia (ironico, visto il loro pacificissimo quaternario intervento militare in Ucraina) e Cina, ma andrà a rafforzare l’idea nociva che le potenze regionali, per essere al sicuro, debbano dotarsi necessariamente d’un ombrello nucleare; portando così ad un’ulteriore proliferazione di armamenti e testate atomiche.
- Ancora una volta il diritto internazionale ed i richiami dell’ONU sono inascoltati, ironicamente proprio da quella superpotenza che negli ultimi quarant’anni s’era millantata d’essere il poliziotto del mondo ed il tutore dell’ordine rappresentato dalle stesse Nazioni Unite, e quindi apertamente invochiamo al ritorno del dialogo pacifico e costruttivo tra le potenze.
- Condanniamo l’immobilismo d’agire europeo (soprattutto quello del nostro governo, che, nonostante mesi passati a leccare le scarpe a Trump, ancora una volta si dimostra succube e non informato a dovere sugli eventi) e l’incapacità dell’ONU, e dei paesi membri, di poter imporre alcunché alle potenze che portano avanti tali iniziative contrarie alla pace, rimanendo di fatto passivi osservatori degli eventi.
In conclusione: vediamo sicuramente con favore la caduta del regime iraniano ed il potenziale ritorno dello shah e con lui della democrazia nel paese; in quanto solo su queste basi ci può essere la possibilità per un Iran libero ed un giorno sia repubblicano che socialista.
Allo stesso modo però ci auguriamo che in questo processo i giovani d’Iran, che si sono dimostrati dei leoni nei mesi scorsi con le loro proteste, abbiano uno spazio di primo piano e che questa guerra possa sfociare in un autentico e volontario cambio di rotta da parte della maggioranza del popolo iraniano, e che così possa tornare coscientemente ed attivamente padrone del proprio destino.
Sperando anche che questa guerra sia limitata e non vada ad accendere tutto il Medio Oriente con ulteriori fronti”.






