Ieri mattina, presso la Biblioteca civica Lagorio, gli studenti delle classi 3F e 3N della Scuola Sauro hanno celebrato la Giornata dei Giusti dell’Umanità con un laboratorio di storia promosso dall’ANED – Sezione di Imperia. L’iniziativa ha coinvolto anche gli studenti dell’IIS Ruffini, che hanno aderito al progetto insieme al professor Paolo Berlanda.
Ad aprire l’incontro sono stati gli stessi ragazzi: Carolina, Samuel, Aisha, Yassin, Alessandro, Gaia, Nicolò, Sofia e Pierluigi, che hanno presentato il lavoro di ricerca dedicato alla storia dei Giusti di Creppo. Con il loro coraggio, questi uomini e donne riuscirono a salvare Rolf e Marianne, due bambini ebrei protetti dall’amore per la giustizia e dal senso di solidarietà di un intero paese.
A seguire è stato proiettato il toccante video realizzato dagli studenti dell’IIS Ruffini, dedicato all’importanza della memoria delle Pietre d’inciampo presenti nella nostra città, simboli concreti di una memoria che continua a interpellare la coscienza collettiva.
Ospite d’onore della mattinata è stato l’avvocato Filippo Biolè, presidente ANED Genova, che con il suo intervento ha saputo catturare l’attenzione dei ragazzi, sospendendo simbolicamente il tempo e accompagnandoli negli anni più bui della Seconda Guerra Mondiale.
Biolè ha condiviso la storia della propria famiglia, perseguitata a causa delle leggi razziali. Un racconto che attraversa alcuni dei momenti più drammatici della storia europea: la fuga da Genova, la necessità di lasciare tutto, il difficile viaggio verso la Svizzera, dove parte della famiglia riuscì a trovare salvezza.
In questo percorso travagliato non mancarono incontri decisivi: con falsari di passaporti che pretesero cifre altissime e finirono per denunciarli, con giovani e silenziosi passeur, e con Giusti che offrirono aiuto senza nemmeno permettere loro di conoscere il proprio nome.
Quella raccontata da Biolè è anche, inevitabilmente, una storia di “sommersi e salvati”. Non tutti, infatti, riuscirono a mettersi in salvo: una parte della sua famiglia venne deportata e morì nei campi di sterminio nazisti. La memoria privata diventa così memoria collettiva, e il racconto familiare si trasforma in una riflessione universale sulla responsabilità delle scelte umane.
Il cuore dell’incontro è stato proprio questo: ripercorrere la storia del Novecento per comprendere come, anche nei momenti più drammatici, vi sia sempre stato chi ha scelto da che parte stare. Chi ha perseguitato e chi ha salvato. Chi ha chiuso gli occhi e chi, invece, ha avuto il coraggio di dire sì alla solidarietà e no all’ingiustizia.
Un messaggio che gli studenti hanno voluto accompagnare anche attraverso la musica. Gli intermezzi musicali hanno visto protagonisti Alice, Elena, Luciana, Giorgia e Andrea, al flauto traverso, tutti appartenenti alla classe 3F.
Il momento conclusivo è stato affidato alle chitarre di Cielo, Rebecca e Giacomo della classe 3N, che hanno scelto di eseguire “Stand by Me”, un brano semplice e potente che parla di vicinanza e di coraggio nei momenti di difficoltà e che, oggi più che mai, invita i popoli alla fratellanza.
Al termine della mattinata, le classi 3F e 3N della Scuola Sauro sono state omaggiate con un attestato di merito, consegnato dalla neo presidente della sezione ANED di Imperia, Anna Maria Peroglio Biasia.
Le insegnanti Alessandra Lagorio e Paula Pellacini della Scuola Sauro, responsabili del progetto, hanno sottolineato l’importanza dell’approccio didattico nell’insegnamento della storia: «La storia può essere insegnata in molti modi: può restare tra le pagine di un libro, fatta di date da ricordare e capitoli da studiare, oppure può diventare un racconto che tocca il cuore, che passa attraverso le vite delle persone e arriva fino ai ragazzi di oggi».
Alla Scuola Sauro di Imperia si è scelta questa strada, forse più impegnativa ma anche più autentica: insegnare la storia attraverso i sentimenti, attraverso le storie familiari, le emozioni e le scelte umane che rendono il passato qualcosa di vivo e vicino anche per i giovani di oggi.






