Prima la denuncia svelata da Imperiapost nel giorno di Pasquetta, poi momenti di imbarazzante silenzio e quindi, ieri, le dimissioni di Gianmarco Oneglio dalla carica di assessore, subito accolte dal sindaco Claudio Scajola. E ora, inevitabilmente il “toto Giunta” per capire chi prenderà il suo posto nell’esecutivo di Palazzo civico.
L’inevitabile parallelismo e le evidenti differenze rispetto alla vicenda di Antonio Gagliano
Una serie di eventi concatenati, che arrivano come una valanga e che impongono anche qualche riflessione, a “bocce ferme”.
Intanto la vicenda che vede al centro l’ormai ex assessore Gianmarco Oneglio. Una situazione delicata, che vede coinvolta una giovane ragazza, che ha presentato una formale denuncia ai carabinieri, affermando di essere stata maltrattata dal suo datore di lavoro, che fino a ieri era anche un amministratore pubblico. Verità o calunnia? Lo stabiliranno i giudici o comunque l’evolversi dei fatti. L’accusa per ora c’è ed è grave.
Oneglio lo ha capito, o glielo hanno fatto capire, tanto che sono arrivate le dimissioni. E qui c’è il dato politico, con un inevitabile parallelismo con la vicenda, ormai archiviata, che aveva coinvolto l’assessore Antonio Gagliano.
Ci spiace per Gianmarco Oneglio, ma notiamo che nelle parole con cui il sindaco Claudio Scajola ha accolto le sue dimissioni, non ci sono il “turbamento” e la “sofferenza“, espresse invece in occasione dell’estromissione dalla Giunta di Antonio Gagliano.
Pure a Palazzo non abbiamo notato musi lunghi. E anche sui social, per quanto questo possa valere, le reazioni alla serie di notizie che lo hanno riguardato negli ultimi giorni sono state diverse da quelle registrate per i fatti relativi a Gagliano. Certo, diversa era anche la questione all’origine di tutto. Ma tant’è.
Dire che l’addio di Oneglio sia stato per molti una liberazione suonerebbe stonato ed esagerato. Ma resta la strana sensazione che non siano tanti coloro che, pur a lui vicini, ne abbiano sofferto veramente e profondamente. E forse anche lo stesso Oneglio deve aver percepito qualcosa nel momento in cui ha firmato l’addio alla Giunta.
E qui arriva l’aspetto politico o per meglio dire il “toto Giunta”. E già perché questa volta sembra difficile che il sindaco Scajola possa “congelare” la situazione in attesa che si risolva la vicenda di Oneglio. Non è come l’altra volta. E’ chiaro che la questione è molto più complessa e delicata e che verosimilmente non si chiuderà in tempi brevi.
In pole position per un ingresso in Giunta ci potrebbero essere i consiglieri Davide La Monica e Luca Volpe. Con la differenza che La Monica ha già dimostrato di voler fare il “battitore libero”, mentre Volpe è molto più facilmente annoverabile fra i fedelissimi del primo cittadino. Da non dimenticare, infine, che all’assessore Marcella Roggero non dispiacerà affatto riappropriarsi in toto della delega alle Manifestazioni, che dopo l’ultimo rimpasto aveva dovuto dividere proprio con Oneglio.
Al di là delle Manifestazioni, le deleghe lasciate sul tappeto da Oneglio sono diverse e importanti: Commercio, Turismo, Industria, Artigianato, Trasporto e Suolo pubblico, Digitalizzazione, Atem Gas, Expo ex Salso, Progettualità e sviluppo dell’ex stazione ferroviaria di Porto Maurizio, degli ex caselli ferroviari, dei capannoni di Oneglia, degli alloggiamenti ex Sairo ed ex Salso.
Troppe e troppo importanti perché le tenga tutte in mano il sindaco e probabilmente troppe anche per pensare a un altro rimpasto, senza l’integrazione di un nuovo assessore.
A cura di Andrea Pomati






