In occasione della Giornata del Mare, in programma per sabato 11 aprile, un’installazione d’eccezione sarà ospite a partire da oggi e fino al mese di settembre al Museo Navale di Imperia. A firmarla l’artista francese (ma residente in Svizzera e a Lucinasco) Bertrand Cazenave.
L’installazione dell’artista francese, presentata questa mattina, sarà visitabile fino a settembre
“Les mers veilleuses“, questo il titolo dell’opera, è composta da 500 meduse galleggianti, ognuna realizzata interamente a mano con materiali riciclati provenienti da discariche locali. Ogni medusa è unica e intende riflettere la biodiversità degli oceani, minacciata oggi più che mai dall’inquinamento della plastica. Le meduse restano sospese in aria, con l’intenzione di evocare la bellezza, sfavillante ma fragile, del mondo marino.
“L’artista è venuto lo scorso anno a proporci questa installazione che sarebbe stata da lì a poco allestita a Ginevra davanti alle Nazioni Unite – spiega Valentina Dionisi, responsabile della Rete Museale di Imperia -. Ci è sembrato opportuno scegliere il Museo Navale come location di questa installazione perché il museo deve dare un messaggio che sia nel presente, nella contemporaneità, ed è importante che le generazioni e le persone che vengono al museo possano avere un pensiero critico rispetto a un problema che è attuale, che è il nostro problema. Il problema delle microplastiche è un problema che è presente e per il quale bisogna essere attenti. Tutti pensano che quando il mare è pieno di meduse il mare è pulito. In verità è il contrario. Manca ossigeno proprio perché la plastica, i rifiuti, l’inquinamento dell’acqua fanno sì che le meduse si riproducano. E quindi questo è il messaggio che noi vogliamo dare. Vogliamo sensibilizzare a un argomento importante. In una città di mare come Imperia era proprio opportuno”.
“L’allestimento resterà fino alla fine di settembre – aggiunge Dionisi -, in modo da poter coinvolgere e mostrare l’installazione anche a tutti i turisti che verranno a Imperia durante l’estate, proprio perché vogliamo che abbia un eco e un ritorno importante“.
L’installazione nasce anche grazie alla collaborazione tra il museo e l’Associazione Delfini del Ponente, come spiega Davide Ascheri: “Noi ormai sono anni che collaboriamo col Museo Navale, insieme alle scuole portiamo e organizziamo laboratori di biologia marina per far conoscere il mare oltre agli allestimenti già presenti al museo. Questo si inserisce in un nuovo percorso, in nuove attività che andremo ad organizzare durante questi mesi di allestimento al museo”.
Le parole dell’artista Bertrand Cazenave
Bertrand Cazenave è un artista con sede a Losanna che realizza sculture luminose usando materiali riciclati. Dopo studi in giurisprudenza e una carriera nella mediazione assicurativa, si dedica all’artigianato artistico iniziando dal restauro di lampadari antichi e sviluppando poi opere luminose su misura. Il suo lavoro nasce dall’interesse per la luce e il recupero di oggetti scartati, come frammenti di vetro, bottiglie e materiali quotidiani, trasformati in composizioni evocative e installazioni immersive, che riflettono sul consumo e rivelano la bellezza nascosta degli oggetti abbandonati.
“Il mio mestiere è restaurare lampadari – spiega Cazenave – e ho avuto l’idea di fare dei personaggi, all’inizio con delle cose riciclate. Queste [le meduse, ndr] sono fatte con delle lampadine. Una volta ho smontato delle lampadine e ho detto «guarda, sembra una una medusa!» Basta mettere una lampadina dentro, o delle luci di Natale, e agganciare dei fili elettrici. Per quest’opera ho preso solamente materiale riciclato, non ho comprato nulla, neanche i cavi per agganciare. L’idea è venuta così e poi in alcuni incontri ho detto «possiamo metterlo al Museo Navale, sarebbe una bella cosa»“.
“Quest’opera l’avevo già agganciata l’anno scorso davanti all’ONU – prosegue l’artista – in occasione di una conferenza sulla plastica che si trovava nel mare. Per quest’opera ho utilizzato 500 meduse, ma ne ho realizzato anche altre. Praticamente ovunque vado ci sono delle meduse [ride, ndr]”.
Al cuore del progetto, sottolinea Bertrand Cazenave, risiede un forte messaggio ecologista: “Non bisogna mai buttare la plastica nel mare, perché tutta la plastica che usiamo se la buttiamo ovunque ci sono microplastiche che si trovano ovunque. Il mare è pieno di plastica e di microplastica e questo è veramente il peccato del futuro“.
A cura di Matteo Cantagallo






