Erano circa le dodici di ieri quando i residenti di via delle Valli, a Porto Maurizio, si sono trovati nel mezzo di una scena tutt’altro che ordinaria. Un gruppo di guardie regionali ha fatto irruzione in un frutteto privato adiacente alle abitazioni e ha abbattuto a colpi di fucile una famiglia di cinghiali, cinque o sei esemplari, senza che nessuno avesse avvisato chi ci abita.
Nessuno mette in dubbio la legittimità dell’intervento, ma i residenti lamentano l’assenza totale di comunicazione preventiva
L’intervento, secondo quanto si apprende, era in piena regola. Quando i residenti, spaventati dagli spari, hanno chiamato i Carabinieri, si sono sentiti confermare che le guardie avevano il mandato per operare, nell’ambito delle misure straordinarie legate all’emergenza peste suina africana. Tutto regolare, dunque, almeno sulla carta.
Il problema è stato quello che è successo durante l’operazione. Gli animali, colpiti o in fuga, si sono scagliati in tutte le direzioni: recinzioni abbattute, porte-finestre prese in pieno, cinghiali finiti nei giardini delle case vicine. Il tutto a pochi metri dai residenti che, ignari di tutto, stavano trascorrendo la loro normale ora di pranzo.
“Ci siamo trovati in una situazione in cui mentre si prendeva il caffè in casa tranquilli si è sentito questi spari”, racconta un abitante della zona, “e quando siamo spuntati fuori dal terrazzo, cinghiali che andavano dappertutto. A tre metri da noi”.









