27 Aprile 2026 12:02

Imperia: il Comitato No Riarmo porta quasi 500 firme in Comune. “I soldi servono a servizi, non alle armi. Si apra il dibattito in Consiglio Comunale”/Video

Questa mattina il Comitato No Riarmo Imperia si è presentato all’ufficio protocollo del Comune di Imperia per consegnare le firme raccolte nei mesi scorsi contro il piano di riarmo europeo.

Le petizioni, indirizzate al sindaco Claudio Scajola, sono quasi 500

La raccolta era partita a gennaio, quando il comitato aveva avviato i primi presidi in via San Giovanni, e si era poi allargata anche alle scuole. Adesso arriva il momento della consegna formale, con una richiesta precisa all’amministrazione: “aprire una discussione in Consiglio Comunale e approvare una mozione che impegni il Comune su più fronti”.

I punti del Comitato sono i seguenti: esprimere contrarietà all’aumento delle spese militari deciso dal governo,dire no al piano europeoReArm Europe/Readiness 2030“, e scegliere invece di investire in sanità, scuola e servizi pubblici.

Spiega Mauro Manuello, portavoce del comitato di Imperia: “Abbiamo visto lungo perché abbiamo deciso di fare questo comitato molti, molti mesi fa. Quando abbiamo sentito parlare di riarmo, di investimenti, ci siamo preoccupati, abbiamo capito che sarebbe stato un qualcosa di sconvolgente a livello mondiale, soprattutto per l’Italia e l’Europa.

Abbiamo deciso di scendere in strada, semplicemente in mezzo alla gente, intanto per sentire le persone, cosa dicevano, qual era la reazione. E ci siamo stupiti perché spontaneamente le persone venivano a firmare. Abbiamo fatto questa raccolta firme che oggi consegniamo qui al Comune di Imperia, chiedendo al Comune di Imperia che si dichiari contro il riarmo. Questo era stato l’obiettivo.

Abbiamo raggiunto quasi 500 firme, che per Imperia erano qualcosa di notevole perché sono state raccolte saltuariamente, settimana per settimana, nelle vie, in via San Giovanni di Imperia. Ci ha stupito, infatti, che le persone venissero spontaneamente: non è che siamo andati a chiamare, a chiedere alle persone, semplicemente ci siamo messi con un banchetto e questo striscione che avete visto adesso.

La gente spontaneamente arrivava, perché abbiamo intuito che il problema era sentito, ci ha fatto piacere: vuol dire che abbiamo raccolto quello che era ormai il sentimento delle persone.

Siamo molto soddisfatti, anche perché teniamo conto che la nostra adesione, quindi del Comitato no riarmo di Imperia, fa parte del no riarmo europeo, quindi abbiamo aderito a questa organizzazione europea, quindi c’era anche un respiro europeo su questa cosa.

Queste iniziative sono state poi replicate un po’ in tutta Italia, dappertutto. E, come dico, abbiamo giocato d’anticipo perché noi abbiamo deciso quasi un anno fa di fare questo. Abbiamo avuto l’intuito di capire che questa cosa avrebbe sicuramente colpito la gente. E lo dimostrano i fatti: giorno per giorno vediamo le conseguenze.

Siamo allibiti che gli Stati europei investano miliardi quando siamo in difficoltà, soprattutto dal punto di vista del lavoro, della scuola, della sanità, che è ridotta veramente a qualcosa di vergognoso.

Ecco, quindi siamo soddisfatti. La cosa non finisce lì, chiaramente: questo è l’inizio di una battaglia lunghissima, e vedremo nel tempo cosa succede”.

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