I medici di medicina generale, attraverso il sindacato FIMMG-Imperia, esprimono un totale rifiuto verso la bozza del “Decreto legge Schillaci” relativo al riordino dell’assistenza primaria territoriale. Il provvedimento è rigettato sia nel metodo che nel merito, in quanto considerato lesivo dell’autonomia professionale e della capillarità delle cure.
Il comunicato di FIMMG – Imperia
Un metodo autoritario e “anti-costituzionale”
La critica si concentra sulle modalità di presentazione del testo: una modifica radicale del contratto di lavoro imposta dall’alto senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali. Tale dinamica è vista come un bypass democratico ai limiti della costituzionalità. La categoria richiede invece l’apertura di contrattazioni trasparenti per il rinnovo dell’Accordo Collettivo Nazionale (ACN).
Il “Doppio Canale” e lo spettro della privatizzazione
Il fulcro della contestazione riguarda l’introduzione del “doppio canale”, che affianca al rapporto convenzionale un canale di lavoro dipendente gestito dalle Regioni. Secondo il sindacato, ciò comporta:
- Perdita di autonomia: Il medico dipendente perderebbe libertà organizzativa e decisionale, riducendo il tempo effettivo di cura.
- Deriva verso il privato: La manovra sembra mirare allo stravolgimento della convenzione con il SSN per favorire assicurazioni e privati. Viene citato l’allarmante precedente dell’Emergenza Territoriale (118), dove la stabilizzazione non ha risolto le carenze, favorendo le cooperative private.
Lo svuotamento del territorio e il rischio isolamento
L’obbligo per i medici di garantire almeno 6 ore settimanali presso le Case della Comunità comporterebbe lo svuotamento degli ambulatori periferici. Nella Provincia di Imperia, caratterizzata da un entroterra fragile e distanze significative, il Medico di Famiglia rappresenta spesso l’unico riferimento sanitario. Centralizzare l’assistenza rischierebbe di isolare intere comunità e aumentare gli accessi impropri ai Pronti Soccorso.
Contratti stracciati: il caos degli Accordi Regionali
Il decreto prevede la decadenza di tutti gli Accordi Integrativi Regionali (AIR) vigenti. In Liguria, l’ultimo accordo era stato siglato solo il 16 dicembre 2025; l’annullamento è giudicato inammissibile e finalizzato solo ad azzerare i processi di spesa.
Verso lo sciopero nazionale
Definendo la riforma come il preludio all’«estinzione della medicina generale», la FIMMG ha confermato lo stato di agitazione nazionale.
- I quadri direttivi provinciali sono convocati a Roma per sabato 13 giugno.
- In assenza di un confronto istituzionale reale, i medici si dichiarano pronti a uno sciopero nazionale.
- Sussiste la disponibilità a modernizzare strutture come le Case della Comunità, ma non a scapito del rapporto fiduciario con i cittadini.
C.S.






