Prosegue il processo a carico di un 72enne di San Bartolomeo al Mare accusato di interferenze illecite nella vita privata. Secondo l’accusa, sostenuta dal pubblico ministero Matteo Gobbi, l’uomo avrebbe per mesi fotografato e ripreso i vicini di casa, conservando sul proprio cellulare numerose immagini e video.
Nell’udienza odierna sono stati ascoltati la parte offesa e lo stesso imputato. L’uomo è difeso dall’avvocato Luca Brazzit, mentre la parte civile è assistita dall’avvocato Cavallini.
La testimonianza della donna: “Faceva foto a tutti, a me e alle mie nipotine”
La vicenda trae origine da rapporti di vicinato particolarmente conflittuali all’interno di un complesso residenziale utilizzato anche come casa vacanze a San Bartolomeo al Mare. Nel corso della sua deposizione, la donna che ha presentato querela, ha ricostruito il contesto in cui sarebbero maturati i fatti contestati. “Vengo in vacanza con le mie nipotine. L’imputato abita sopra di me“, ha raccontato in aula. Secondo la sua versione, i contrasti sarebbero iniziati anni fa e sarebbero stati accompagnati da una costante attività fotografica da parte dell’uomo.
“All’inizio pensavo fotografasse delle piante, poi mi sono accorta che faceva foto a tutti, a me e alle bambine“, ha dichiarato la donna, sostenendo che il vicino impugnasse frequentemente il telefono per effettuare riprese e fotografie. La testimone ha poi ricordato l’episodio centrale alla base della querela nato dall’ennesima discussione condominiale. In quell’occasione, secondo quanto riferito, sarebbe intervenuto anche un vicino e l’imputato sarebbe sceso in cortile. La parte offesa ha quindi descritto uno scontro avvenuto mentre, a suo dire, l’imputato la stava filmando. “Gli ho detto basta e ho dato una manata al braccio con cui teneva il telefono. Il telefono è caduto“, ha raccontato. Da lì la situazione sarebbe degenerata. “Mi ha strattonata ed è intervenuto mio marito. Hanno avuto uno scontro e mio marito si è sentito male“. Anche in quell’occasione intervennero i Carabinieri.
La versione dell’imputato: “Fotografo situazioni per sostenere le mie querele”
Successivamente è stato esaminato l’imputato, che ha respinto le accuse. Il 72enne ha sostenuto di non aver mai fotografato le persone, ma esclusivamente le situazioni che si verificavano nelle aree comuni del condominio.
L’uomo ha spiegato di aver presentato nel tempo numerose querele e di aver raccolto immagini perché riteneva che potessero essere utili a documentare quanto segnalato alle forze dell’ordine. “Io fotografavo le situazioni che avvenivano nel cortile”, ha dichiarato. Secondo la sua versione, le fotografie non avevano come oggetto i vicini ma gli episodi che intendeva segnalare. Ha inoltre riferito di aver interpretato come un invito a documentare i fatti alcuni suggerimenti ricevuti nel corso dei contatti con le forze dell’ordine.
Il procedimento proseguirà nelle prossime udienze con l’esame degli ulteriori testimoni e l’acquisizione degli elementi istruttori ritenuti utili per chiarire la natura delle immagini e delle riprese finite al centro dell’inchiesta.






