Si è tenuto questa mattina presso la Casa Circondariale di Imperia un sopralluogo istituzionale guidato dall’associazione “Nessuno tocchi Caino”, alla presenza di numerosi membri delle istituzioni. Tra i presenti, oltre ai rappresentanti dell’associazione, il sindaco di Imperia Claudio Scajola, il consigliere comunale di maggioranza Davide La Monica, il consigliere regionale del PD Enrico Ioculano e i consiglieri comunali di minoranza Ivan Bracco, Daniela Bozzano, Loredana Modaffari e Deborah Bellotti (tutti PD), oltre alla presenza del Presidente della Camera Penale di Sanremo-Imperia, Marco Bosio.
Bilancio positivo (con qualche criticità) per il sopralluogo dell’associazione Nessuno tocchi Caino insieme a numerosi membri delle istituzioni locali
La visita, nata con l’intenzione di monitorare le condizioni della struttura carceraria, ha visto anche un confronto aperto con numerosi ospiti della struttura.
All’uscita i visitatori (ma gli esponenti di maggioranza, tra cui il sindaco Scajola, erano già andati via) hanno commentato l’esito del sopralluogo.
Sergio D’Elia – Segretario Nessuno tocchi Caino
“Devo dire che questo è un carcere piccolo – esordisce il segretario di Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia – . Il sovraffollamento è inesistente: ci sono solo 10 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare e le carceri che hanno questa dimensione hanno un rapporto fra detenuti e, Pannella avrebbe detto “detenenti”, cioè gli operatori penitenziari, ottimale, improntato al rispetto reciproco della dignità umana, proprio a contatti significativi dal punto di vista umano. È il connotato di questo carcere: spazi puliti, tenuto abbastanza bene, con un rapporto anche fra numero di educatori e detenuti che non esiste in Italia. In Italia, in media, c’è un educatore ogni 100 detenuti; qui un educatore ogni 30 detenuti. Quindi, dal punto di vista delle condizioni materiali, dal punto di vista del rapporto, del clima – è difficile dirlo per un luogo di privazione della libertà – però l’ho verificato: di armonia, di rispetto reciproco, direi quasi di comunione tra detenuti, questo qui lo abbiamo riscontrato. Chiudo dicendo una cosa. È raro trovare una città che, come sapete, ha un primo cittadino che considera il carcere parte della città, parte della comunità. Io apprezzo anche il fatto che le carceri siano nel centro abitato, nel centro cittadino, proprio perché non si crei una frattura: noi e loro, i civili e gli incivili, il bene e il male. Ci ha accompagnato nella prima parte della visita il sindaco d’Imperia, Claudio Scajola. È entrato con noi, è entrato nelle sezioni, si è seduto nelle celle, ha parlato con i detenuti e direi quasi, in tempo reale, li ha ascoltati e ha già immaginato soluzioni per coloro i quali, magari uscendo, non hanno neanche un posto letto, una casa e quindi sono costretti ad andare sulla strada e magari ritornare a delinquere. Lui si è impegnato anche a trovare una soluzione di prima accoglienza in una struttura della città per coloro che, uscendo da qui, non siano, come si dice, buttati in mezzo”.
Marco Bosio – Presidente Camera Penale “Roberto Moroni” di Imperia-Sanremo
Questa visita, che è una visita consueta che noi delle Camere Penali facciamo insieme con Nessuno Tocchi Caino, ci ha portato certo a delle evidenze – dichiara Marco Bosio -. Il carcere di Imperia è un piccolo carcere, però è un carcere che tutto sommato funziona. D’Elia ha già tratteggiato quali sono le problematiche. L’unica criticità, forse, è quella del settore sanitario. Se posso precisare questa cosa, soprattutto nella parte serale e notturna non vi è un presidio medico e questo potrebbe creare dei problemi dal punto di vista della sicurezza sanitaria. Per il resto è un carcere che comunque funziona. C’è un bel rapporto tra il personale e la popolazione detenuta, c’è molta motivazione anche. Abbiamo trovato molta motivazione da parte del settore dell’area educativa, quindi con la messa in campo di progetti sia dal punto di vista professionale, e quindi tesi all’inserimento nella società, sia dal punto di vista culturale. C’è una bellissima biblioteca, molto curata anche nella scelta dei libri. Quindi devo dire che certo è un’eccezione nel panorama nazionale. Noi che siamo abituati a girare un pochettino le carceri di tutta Italia possiamo dire che non è sempre così, anzi la situazione è veramente drammatica e critica e i 200 suicidi dal 2024 al 2025 e nei primi mesi del 2026 lo vanno a testimoniare”.
Quello sanitario, aggiunge Bosio, è un problema che “si potrebbe risolvere. È sempre un problema di carenza di personale perché, a una certa ora, il personale va via, non vi è copertura e quindi bisognerebbe in qualche modo potenziare questa copertura sanitaria notturna. Anche qua è un problema che si potrebbe risolvere sicuramente”.
Enrico Ioculano – Consigliere regionale PD
“Io sono qua sia come Partito Democratico che come consigliere regionale per esercitare una delle nostre prerogative – dice Enrico Ioculano -, che è anche quella delle visite all’interno dei carceri. In un mondo che si abbruttisce credo che luoghi di sofferenza così debbano essere verificati, debbano far parte di un controllo istituzionale. È stato già detto in precedenza: in un’area che complessivamente è migliore rispetto ad altre realtà ci sono alcune criticità dove la Regione, secondo me, può fare una sorta di verifica. L’aspetto sanitario, quindi con delle difficoltà nelle ore notturne ad avere un accesso ai medici, è una cosa sulla quale si può evidentemente lavorare, come si può lavorare per capire se effettivamente tutto quello che è l’atteggiamento o i percorsi di professionalizzazione, di corsi vari che vengono fatti per l’inserimento poi dei detenuti è funzionale a una sua efficacia. Queste sono questioni sulle quali sicuramente faremo delle verifiche e poi mi rimetto a quello che è stato detto precedentemente”.
Ivan Bracco – Consigliere comunale PD
“La visita è stata molto interessante – commenta Ivan Bracco -. Devo dire che il carcere è migliorato rispetto a qualche anno fa, soprattutto dal punto di vista igienico-sanitario. Le attività che svolgono all’interno sono molto interessanti. Ho chiacchierato con la maggior parte dei detenuti e ho visto una situazione all’interno abbastanza tranquilla, il rapporto mi sembra tranquillo. La cosa che forse quelli che mi hanno preceduto non hanno evidenziato è il problema della carenza importante del personale della Polizia Penitenziaria. Ci sono turnazioni che vanno oltre l’orario di servizio, ci sono carenze che comportano problemi di sicurezza dell’istituto e la parte che ritengo principale è la carenza di personale che limita le attività di reinserimento dei detenuti, perché se manca il personale di polizia penitenziaria, ovviamente le attività all’interno del carcere si devono per forza ridurre. Il problema sanitario è un altro problema che è stato già evidenziato, ma è importante, perché di notte non c’è copertura. Abbiamo scoperto che la guardia medica di Imperia, a quanto pare, ha dei grossi problemi; dunque, se viene chiamata la guardia medica non interviene e a questo punto interviene solo telefonicamente. Dunque, se c’è un problema sanitario, le guardie devono sostituirsi agli infermieri, con grosse responsabilità personali e umane nei confronti del detenuto che ha problemi. Questo è un problema che sicuramente, come ha detto il consigliere regionale, si farà portavoce per risolvere”.
“Noi, come gruppo consiliare – prosegue Bracco – , porteremo in Consiglio a breve una mozione per incentivare il sindaco a spingere sul Ministero della Giustizia per un aumento di personale alla casa circondariale, perché da addetto ai lavori mi sono reso conto che veramente, se succedesse una minima cosa, il sistema carcerario potrebbe andare in crisi e chi ci rimette sono i detenuti ma anche gli agenti che danno tanto. Tenete conto che in media un agente penitenziario fa otto ore al giorno contro le sei ore previste dal contratto nazionale. Questo la dice lunga sulla problematica dell’organico. Dunque, su questo ritengo che sia fondamentale il potenziamento della polizia penitenziaria perché consente una vita migliore all’interno del carcere”.
Deborah Bellotti – Consigliera comunale PD
“È stato detto riguardo all’interno la gestione sicuramente positiva – aggiunge Deborah Bellotti -. Una parte della quale ci stiamo occupando, io ho una duplice veste anche lavorando al Centro per l’Impiego, sono le collaborazioni all’interno del carcere e si stanno avviando queste collaborazioni. Tuttavia, quello che si riscontra, e ho riscontrato anche oggi, è il percorso verso l’uscita, l’accompagnamento della persona che sta per uscire. Ci sono due gravi mancanze, a mio avviso, a nostro avviso. Uno: le persone che non hanno una dimora. È già stato magari affrontato questo tema, so che il sindaco ha parlato di cubature dal Pinqua, tuttavia questo deve essere chiarito perché è un’emergenza, nel senso che una persona che magari sta anche facendo molto bene nella sua crescita professionale una volta fuori, senza un punto di appoggio, difficilmente riesce a completare quel percorso di reinserimento nella società. La seconda è l’accompagnamento al lavoro. Magari le persone acquisiscono delle competenze all’interno del carcere, ma spesso non sono necessariamente collocabili nel mercato del lavoro, comunque non c’è quel trait d’union che possa aiutare le persone ad avvicinarsi al mercato del lavoro. Questi sono servizi che non sono necessariamente dentro il carcere, ma dovrebbero già cominciare dentro il carcere e che però garantiscono una grande riuscita all’interno della società. Perché sarebbe da capire, e questi sono i dati forse da ottenere, di tutte le persone che fanno attività all’interno del carcere, qual è poi il recupero, quindi il reinserimento nella società a livello lavorativo. Questa è una parte che sicuramente seguirò, mi interessa molto”.






