13 Agosto 2026 18:58

Imperia: gestione Rivieracqua, Zarbano attacca Scajola. “60 milioni messi a terra? Servono risultati, non numeri promozionali”

Non si placa il dibattito sulla gestione del servizio idrico in provincia di Imperia. Dopo la nota del presidente Claudio Scajola, arriva la replica del consigliere di minoranza Luciano Zarbano, che chiede dati aggiornati invece di “slogan”.

Servizio idrico: la pubblicità non sostituisce i risultati

La pagina pubblicitaria apparsa sui quotidiani e firmata dal presidente della provincia non risponde alle domande dei cittadini. Le aggira.

Nessuno nega i cantieri, il risanamento societario o gli investimenti. La domanda è molto più semplice: questi interventi hanno ridotto le perdite, le interruzioni, gli allagamenti, gli sversamenti e migliorato la qualità dell’acqua?

Nella pagina non compare un solo dato aggiornato che permetta di rispondere alla domanda.

Il presidente della provincia elenca milioni spesi e opere realizzate. Ma spendere non significa automaticamente migliorare il servizio. I cantieri sono attività, ma il risultato tangibile è la variazione misurabile degli indicatori tecnici.

Anche l’affermazione secondo cui la tariffa sarebbe rimasta “del tutto invariata” richiede una correzione. Gli atti ARERA riportano un moltiplicatore tariffario passato da 1,066 nel 2024 a 1,172 nel 2025: un aumento di circa il 9,94%. Se la Provincia ha successivamente deciso di non applicare altri aumenti nel 2026, pubblichi l’atto, il nuovo piano tariffario e il relativo equilibrio economico-finanziario. Ma una scelta per il 2026 non cancella l’incremento già avvenuto nel 2025. In ogni caso, la tariffa invariata la possono controllare solo i cittadini aprendo la propria bolletta.

La Provincia afferma inoltre che siano stati distrettualizzati oltre mille chilometri di rete. Bene. Il bilancio 2025 di Rivieracqua indicava per quel progetto PNRR un termine prorogato al 30 giugno 2026. Se l’obiettivo è stato raggiunto, basta pubblicare la certificazione conclusiva e spiegare quale riduzione delle perdite sia stata ottenuta. Distrettualizzare una rete permette di individuare meglio le dispersioni; non dimostra, da solo, che le dispersioni siano già diminuite.

Lo stesso vale per i “60 milioni messi a terra”. La cifra non distingue chiaramente tra opere concluse, lavori in corso, somme impegnate, finanziamenti pubblici e investimenti effettivamente entrati in esercizio. Senza una rendicontazione analitica rimane un numero promozionale.

La difesa sul ruolo della Provincia è fuori luogo. Nessuno pretende che il presidente saldi personalmente le condotte. La Provincia, come Ente di governo d’ambito, deve controllare il gestore, verificare e validare i dati, monitorare gli investimenti e intervenire, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi, con contestazioni, penali e decurtazioni tariffarie. Lo stabiliscono la convenzione e il disciplinare approvati dalla stessa Provincia. Il disciplinare impone inoltre una relazione annuale contenente gli indicatori tecnici, economici e ambientali. Alla data della pubblicazione della pagina pubblicitaria risultavano scaduti i termini relativi sia ai dati 2024 sia ai dati 2025.

Il comunicato afferma in un passaggio che “i Comuni gestiti hanno beneficiato di due estati consecutive senza emergenze” e poco prima ammette che “le rotture giornaliere ci sono, ma la differenza rispetto al passato sta nella tempestività della riparazione”. Le due affermazioni non sono automaticamente incompatibili, ma il comunicato le accosta senza fornire l’unico dato che permetterebbe di giudicare se la situazione sia davvero migliorata: il tasso di perdite di rete, fermo al 47,95% nell’ultimo dato ufficiale ARERA (2023, classe E, l’ultima). Riparare più in fretta un guasto non riduce necessariamente le perdite idriche complessive. Serve il dato aggiornato delle perdite 2024-2025, non la rassicurazione che i guasti vengano sistemati prima.

“Non chiediamo quindi altri slogan. Chiediamo che siano pubblicati i dati RQTI 2024 e 2025, la loro validazione e lo stato effettivo degli investimenti” commenta il Consigliere Zarbano.

I risultati ottenuti ad Andora o in altri territori, se documentati, vanno riconosciuti. Ma singole opere non descrivono la qualità complessiva del servizio provinciale.

“Definire le critiche demagogia non sostituisce una risposta. La Provincia possiede, o dovrebbe possedere, i dati necessari per dimostrare il miglioramento annunciato. Li pubblichi. Poi saranno i numeri, non una pagina pubblicitaria, a stabilire chi racconta la realtà” conclude Zarbano.

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