21 Settembre 2026 11:48

Imperia celebra la Giornata degli internati militari: consegnate tre Medaglie d’Onore. “Scelsero di non piegarsi” /Foto e Video

Grande partecipazione questa mattina all‘Auditorium della Camera di Commercio di Imperia per la cerimonia dedicata allaGiornata dell’internato militare italiano“, istituita con la Legge 13 gennaio 2025, n. 6 e celebrata ogni 20 settembre. La data ricorda il 20 settembre 1943, quando il regime nazista cambiò lo status dei soldati italiani catturati, da prigionieri di guerra a “internati militari”, privandoli di ogni tutela per impiegarli come forza lavoro al servizio dell’apparato bellico tedesco.

L’appuntamento, organizzato dalla Prefettura in collaborazione con Provincia, Comune di Imperia, Ufficio Scolastico Provinciale, ANED e ISRECIM, ha riunito autorità civili e militari, familiari dei decorati e tanti studenti.

Tra i presenti, per l’ANED, la presidente Anna Maria Peroglio, Cinzia Balestra, Cinzia Carmelo e Lorenzo Ferrari, tesoriere dell’associazione e figlio di Francesco Ferrari, uno dei tre internati ai quali è stata conferita la Medaglia d’Onore.

Spiega la presidente dell’ANED, Anna Maria Peroglio Biasa: siamo particolarmente emozionati per essere stati coinvolti in modo quasi totale. Saranno presenti 150 scuole in cui l’ANED è stata proprio parte attiva con gli studenti, anche perché è una nostra priorità. Qui presenti con noi c’è il direttivo, in cui c’è la nostra vicepresidente che adesso interverrà a proposito di una medaglia d’onore“.

Noi siamo molto contenti di essere qui – Prosegue Cinzia Balestra – Intanto è il primo anno che 150 alunni da 5 scuole di secondo grado vengono ad assistere a questa giornata, che è comunque una novità. Quindi, in poco tempo, la scuola si è attivata per essere qui e questo è bellissimo. Lorenzo Ferrari è il figlio di Francesco Ferrari, che è stato un militare italiano deportato a Berlino, e oggi avremo il piacere e l’onore, per la famiglia Ferrari, di ricevere una medaglia d’oro al valore, nonché avremo la pronipote che presenterà la storia del nonno, quindi insomma tante belle cose, grazie”.

Momento di forte commozione con l’intervento di Maria Stabile, direttore dell’Archivio di Stato di Imperia, che ha raccontato di come anche suo padre fosse stato internato.

Al centro della cerimonia la consegna delle tre Medaglie d’Onore ai familiari di Francesco Ferrarri, Dario Lanteri e Giovanni Varianti, cittadini della provincia di Imperia internati e deportati nei campi di concentramento nazisti. Per la consegna il Prefetto Antonio Giaccari ha invitato sul palco tutte le autorità presenti, in un momento di raccoglimento e commozione.

Un ruolo centrale è stato affidato agli studenti degli istituti scolastici della città, che hanno presentato le vicende dei tre decorati e letto anche le storie di Umberto Nicolini e Alessandro Natta.

Il discorso del Prefetto di Imperia, Antonio Giaccari: “La vostra presenza, oltre ad arricchire la giornata, testimonia la forza e la coesione delle nostre istituzioni e della nostra comunità. L’articolo 1 della legge 6 del 13 gennaio 2025, come è stato già detto, così recita: «La Repubblica riconosce il 20 settembre di ciascun anno, giorno nel quale Hitler modificò la condizione dei prigionieri di guerra italiani catturati dopo l’armistizio dell’8 settembre, in quella di internati militari, quale Giornata degli internati italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, al fine di conservare la memoria dei cittadini italiani, militari e civili, internati nei campi di concentramento, dove subirono violenze fisiche e morali e furono destinati al lavoro coatto, a causa del proprio rifiuto di collaborare con lo Stato nazionalsocialista e con la Repubblica Sociale Italiana dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943».

Questa disposizione normativa ci consente di ricordare una parte della storia del nostro Paese per molto tempo trascurata. In questa ricorrenza rinnoviamo dunque con profonda commozione e rispetto il ricordo degli oltre 650 mila militari italiani in Italia.

Una pagina, dicevo, della nostra storia che per lungo tempo è rimasta in parte nell’ombra, nonostante l’elevatissimo numero di vittime, le sofferenze patite e le continue minacce dei loro carcerieri. Quei militari scelsero consapevolmente di non piegarsi, di dire no al nazifascismo, pagando poi un prezzo altissimo. Compirono, come è stato detto dagli studiosi, una vera e propria scelta di resistenza. Rifiutarono di entrare nelle forze armate tedesche o nella Repubblica Sociale, consapevoli che quella scelta, quella decisione, avrebbe potuto esporli a conseguenze molto gravi. Preferirono difendere l’onore della Patria, dimostrando con straordinaria fermezza, anche nelle condizioni più difficili, quella che era la loro scelta.

Al loro rientro scelsero di conservare quella orribile esperienza con grande dignità e con profondo silenzio, custodendo per tutta la vita i segni visibili e invisibili delle sofferenze patite. Un dolore che spesso rimase nel segreto di se stessi e, in molti casi, non venne mai condiviso nemmeno con i parenti più stretti. Anche per questo, oggi, abbiamo il compito di mantenere viva questa memoria e di consegnarla a voi, giovani studenti, giovani generazioni“.

A cura di Alessandro Moschi

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