Il clima continua a cambiare e l’acqua diventa una risorsa sempre più preziosa. A confermarlo è il nuovo rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), secondo cui il 2025 è stato il quarto anno più caldo in Italia dal 1961. Anche i dati raccolti da Arpal nei primi sei mesi del 2026 mostrano una Liguria alle prese con temperature superiori alla media e un Mar Ligure sempre più caldo.
Secondo il rapporto, nel 2025 la temperatura media in Italia è stata superiore di 1,03 gradi rispetto alla media del periodo 1991-2020. Anche la temperatura superficiale dei mari italiani ha raggiunto valori eccezionalmente elevati, facendo registrare il secondo dato più alto dal 1982, con un’anomalia di +1,18 gradi.
Ma il dato che preoccupa maggiormente riguarda la disponibilità di acqua. Nonostante le precipitazioni siano state complessivamente vicine alla media nazionale, la quantità di risorsa idrica realmente disponibile continua a diminuire. Il rapporto evidenzia infatti un deficit del 7,4% rispetto alla media storica, del 4,3% rispetto al trentennio 1991-2020 e addirittura del 19,2% rispetto al 2024.
In altre parole, non conta soltanto quanta pioggia cade, ma anche quanta acqua riesce a rimanere disponibile per alimentare fiumi, falde acquifere, ecosistemi e soddisfare i fabbisogni di cittadini, agricoltura e attività produttive.
La situazione in Liguria
Anche in Liguria il 2026 sta confermando questa tendenza. L’analisi di Arpal evidenzia una prima parte dell’anno caratterizzata da frequenti e persistenti anomalie positive delle temperature.
Dopo l’ondata di caldo di fine maggio, culminata il 26 maggio con un nuovo record della temperatura media giornaliera per quella data, anche il mese di giugno è stato segnato da valori superiori alla norma. Il breve calo delle temperature registrato nei primi giorni di luglio è destinato a lasciare nuovamente spazio a condizioni di caldo intenso.
Anche il Mar Ligure continua a registrare temperature superficiali ben superiori ai valori climatologici di riferimento, con un aumento particolarmente marcato tra maggio e giugno.
Perché è un dato importante
Caldo atmosferico e mare più caldo non rappresentano fenomeni isolati. Insieme modificano il ciclo dell’acqua, aumentando l’evaporazione e influenzando l’umidità dell’atmosfera. Di conseguenza possono alterare l’equilibrio tra precipitazioni, portata dei corsi d’acqua e ricarica delle falde.
Per un territorio come quello ligure, caratterizzato da bacini di piccole dimensioni e torrenti che possono cambiare rapidamente portata, il monitoraggio costante delle condizioni meteorologiche e delle risorse idriche diventa sempre più importante.
Arpal prosegue l’attività di controllo attraverso la rete di monitoraggio regionale, raccogliendo dati su clima, acque superficiali e sotterranee per seguire l’evoluzione di una situazione che, anno dopo anno, conferma gli effetti del cambiamento climatico.






