Il consigliere comunale di opposizione Lucio Sardi, esponente di AVS (Alleanza Verdi e Sinistra) a Imperia, interviene in vista dell’incontro con il generale Roberto Vannacci, in programma venerdì 10 luglio al Koko Beach di Imperia. Nella nota che segue, Sardi spiega le ragioni dell’adesione di AVS al presidio di protesta già annunciato per la stessa giornata, al quale hanno aderito anche diverse associazioni e realtà del territorio.
La programmata iniziativa pubblica che il 10 luglio prossimo a Imperia vedrà protagonista Roberto Vannacci e l’annunciato presidio di protesta organizzato nella stessa giornata – a cui come AVS aderiamo – è accompagnata da un dibattito distorto sulla libertà di espressione.
La lettura più comune, da destra, è che coloro che hanno organizzato il presidio di protesta sarebbero i non democratici (addirittura, per alcuni, i veri fascisti) che vogliono impedire una manifestazione sgradita nei contenuti, per motivazioni ideologiche.
Altra lettura, più mediata e comune sia a esponenti moderati che di sinistra, è che tali iniziative di protesta finiscano per dare ancora più visibilità alle idee e al partito di Vannacci, che sarebbe lui stesso reso più popolare dalle critiche al contenuto dei suoi libri.
La prima è una lettura falsa – perché nessuno impedirà la manifestazione del partito di Vannacci – e di comodo, per “nobilitare” le posizioni evidentemente razziste e nostalgiche del fascismo, con cui l’eurodeputato da tempo cerca di occupare lo spazio politico a destra, forzando le proposte sui temi dell’immigrazione e della sicurezza, sui quali sia la Lega che Fratelli d’Italia, da tempo, fanno facile propaganda.
La seconda è frutto di una sorta di tecnica dello struzzo o dell’indifferenza, secondo la quale non bisogna reagire alle proposte e provocazioni di una parte politica che si spera si marginalizzi da sola nel tempo.
La strategia dell’indifferenza verso le provocazioni – sulle quali Vannacci ha costruito il proprio personaggio e la propria strategia comunicativa e propagandistica, ora al servizio del suo partito – non può essere una scelta accettabile per due motivazioni.
La prima è dettata dall’esperienza storica della scelta aventiniana adottata contro Mussolini all’indomani del delitto Matteotti, che – anche se mossa dall’intento di mettere l’allora capo del governo alle strette per la responsabilità di quel delitto – ne accelerò probabilmente la presa del potere con l’avvento del regime e la cancellazione delle istituzioni democratiche.
La seconda è che – in assenza di un’azione di contrasto alle continue provocazioni volte allo sdoganamento di idee di chiara matrice razzista e fascista – si finisce per assecondare l’assuefazione della parte “indifferente” della popolazione che non coglie il rischio che tale deriva comporta.
A breve si festeggeranno gli ottanta anni dalla promulgazione della nostra Costituzione, alla quale – nonostante i tentativi di inquinamento della nostra democrazia negli anni della strategia della tensione, di cui il terrorismo stragista neofascista è stato protagonista – tutte le forze democratiche, di ogni orientamento, hanno fatto riferimento per delimitare un argine di azione politica invalicabile.
La presenza di organizzazioni o partiti politici che non riconoscevano i valori di uguaglianza, libertà e giustizia della Carta costituzionale si conteneva nel patto democratico di tutte le forze democratiche antifasciste, che escludeva tali presenze da ogni forma di riconoscimento o possibile rapporto politico.
È un segnale importante che proprio in questi giorni il Parlamento Europeo abbia votato per l’avvio di un’indagine per accertare il rispetto dei valori fondamentali dell’Unione europea, quali la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, da parte del partito europeo ESN, di cui fa parte anche Vannacci, condizione necessaria per la corretta registrazione e l’ottenimento dei relativi finanziamenti per l’attività politica.
Se oggi – di fronte alle evidenti ambiguità su tale tema di parte dell’attuale maggioranza parlamentare, nonché alla strategia messa in campo dalle organizzazioni neofasciste e dal movimento politico guidato da Vannacci per riportare nel dibattito politico idee come quella della difesa della razza o dell’italianità, giocando sul tema della migrazione – non si coglie la necessità e urgenza di alzare un argine democratico, si commette un grave errore.
Di fronte alle aberranti idee di questa destra, AVS decide di scendere pacificamente in piazza e invita a farlo tutti i cittadini per chiarire che tali idee sono contrarie ai principi costituzionali su cui si è costruita e deve continuare a mantenersi fedele la nostra democrazia.
La Repubblica italiana che, come sancisce la Costituzione, è “fondata sul lavoro” e non sulla razza, e stabilisce che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche o condizioni personali e sociali“, si difende mantenendo saldi questi valori verso chi sta cercando di far riemergere quelle idee che gettarono il nostro Paese nella vergogna della dittatura fascista.
Proprio dal rifiuto di quelle idee e di quel regime e grazie al sacrificio di tanti giovani che combatterono tra le fila dei partigiani per la nostra Liberazione, sono derivati ottanta anni di democrazia e le libertà di cui oggi godiamo e che dobbiamo, appunto, continuare a difendere.






