29 Luglio 2026 20:42

Vannacci a Imperia, l’intervento del PD: “La sua agenda politica lontana dai principi costituzionali”

In breve: Dello stesso parere anche la segreteria del Circolo PD di Imperia che interviene con una nota stampa separata e annuncia la partecipazione, senza alcuna bandiera, al presidio di protesta

LaFederazione Provinciale di Imperia del Partito Democratico interviene con una nota di riflessione in vista del tour del leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci in provincia. Il generale sarà infatti in visita questa sera a Riva Ligure e nella giornata di domani a Sanremo e poi Imperia, eventi che hanno generato molta polemica negli ambienti di sinistra con una contromanifestazione annunciata per domani pomeriggio in spianata Borgo Peri.

Il PD contro il generale: “Rifiutiamo una narrazione costruita sulla paura, sulla contrapposizione e sull’odio”

Scrive il Partito Democratico: “A fronte della visita di Roberto Vannacci è necessaria una riflessione che metta al centro i valori fondativi della Repubblica Italiana.

Le posizioni che egli porta avanti sulle principali tematiche dell’agenda politica sono, infatti, profondamente distanti dai principi costituzionali e dalla cultura democratica e antifascista su cui si fonda il nostro paese.

La Costituzione, nata dalla Resistenza e dalla lotta di Liberazione dal nazi-fascismo, non è un semplice riferimento storico: è il patto civile che garantisce libertà, uguaglianza, pluralismo e dignità ad ogni persona. È su questi principi che si è costruita la Repubblica e sono gli stessi principi che siamo chiamati a difendere ogni giorno.

Rifiutiamo una narrazione costruita sulla paura, sulla contrapposizione e sull’odio.

Respingiamo l’idea che esista un solo modello di famiglia meritevole di riconoscimento sociale e politico; allo stesso modo respingiamo il meccanismo teso a creare consenso alimentando la xenofobia: governare i flussi migratori significa coniugare legalità, sicurezza, accoglienza e integrazione, senza alimentare odio o discriminazioni verso chi fugge da guerre, persecuzioni o miseria. La sicurezza non si costruisce individuando capri espiatori, ma affrontando con serietà e responsabilità fenomeni complessi.

La società italiana è plurale e le istituzioni hanno il dovere di garantire diritti, rispetto e pari dignità a tutte le persone, contrastando ogni forma di discriminazione e di esclusione.
La provincia di Imperia conosce il valore della libertà e della democrazia. È una terra che conserva la memoria della Resistenza e che ha contribuito alla costruzione della Repubblica. Per questo riteniamo necessario contrastare ogni tentativo di normalizzare culture politiche che mettano in discussione i principi di uguaglianza, inclusione e solidarietà sanciti dalla nostra Carta costituzionale.

Il Partito Democratico provinciale di Imperia continuerà a promuovere un’idea di società aperta, europea, inclusiva e profondamente democratica. A chi propone la divisione, il sospetto e l’esclusione rispondiamo con la forza della Costituzione, con i valori dell’antifascismo e con la convinzione che la democrazia si rafforzi attraverso il rispetto delle differenze, la giustizia sociale e la tutela dei diritti di tutte e di tutti.

Per noi non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B: esiste una sola comunità nazionale, unita dai principi della Costituzione e dalla responsabilità di difenderla da ogni deriva che ne metta in discussione i valori fondamentali“.

Dello stesso parere anche la segreteria del Circolo PD di Imperia che interviene con una nota stampa separata e annuncia la partecipazione, senza alcuna bandiera, al presidio di protesta

La segreteria del PD di Imperia fa sue le considerazioni della segreteria provinciale del partito sulla presenza nel Ponente ligure dell’europarlamentare ex leghista, pagato da noi, Roberto Vannacci, e sul rifiuto di una narrazione costruita sulla paura, sulla contrapposizione e sull’odio.

Una nostra delegazione sarà presente alla manifestazione imperiese, senza alcuna bandiera, perché esserci è necessario.

Tuttavia, è ancor più importante essere nettissimi sul perché dimostrare “contro” sia non solo lecito ma, in alcuni casi, vitale. Fare il Vannacci da noi è troppo facile.

Si gode dei privilegi riservati ai partiti e lo Stato, in nome della democrazia, paga anche i suoi critici più radicali, che usano termini e posizioni semplicemente eversive perché in netto contrasto con la legge, anche quella che a noi non piace ma che tutti dobbiamo rispettare.

Fare il Vannacci è facilissimo. Basta agitare paure, rancori repressi, pregiudizi, trasformare provocazioni da illetterati in uno slogan e poi ogni slogan in “verità”.

Non è casuale che il suo messaggio proliferi nel variegato mondo dei no-vax, dei terrapiattisti, dei “no tutto”, con bassa scolarità e ancor meno propensione alla socialità: non è un insulto ma un dato oggettivo.

Se continuiamo a premiare chi urla, semplifica problemi complessi e sostituisce il ragionamento con la provocazione, questo è, inevitabilmente, il risultato: idee approssimative, progetti farlocchi, risposte insensate.

Però la democrazia funziona così e dà voce a tutti, anche a chi professa rabbia e semplificazione.

È un rischio che vale la pena correre.

Il limite invalicabile è la negazione dei diritti che sono, loro sì!, naturali e fissati nella nostra Costituzione.

Chiedere la remigrazione sulla base del colore della pelle non è un’opinione, è eversivo.

Uccidere una donna perché non accetta di sottomettersi alla volontà del partner, per noi è un omicidio dettato da una visione prevaricatrice che non si può accettare, al di là del termine usato.

Negare diritti ai gay significa dividere il mondo tra chi è “giusto” secondo un criterio arbitrario e discriminatorio e chi non lo è e viene tollerato solo a patto che resti nell’ombra.

Infine, “inclusione scolastica”, per noi, ha un significato ben chiaro: favorire l’integrazione attraverso il confronto, l’apprendimento cooperativo e l’apertura.

Quindi esserci significa, per noi, dire che la democrazia è tollerante con tutti, tranne che con gli intolleranti.

sta il nostro confine invalicabile.”

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